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Sogno o realtà ?

Sogno o realtà ? - Racconti Triangoli, mutandina, scopare, triangolo

Ho conosciuto una ragazza di nome Catia, bella, mora, alta, una gran bella gnocca dal cuore, e non solo, fantastico. Io sposato, lei pure, per puro caso o per comune volontà le nostre strade si sono incrociate.
La storia dura da anni e ha come filo conduttore un feeling pazzesco, fatto di sesso, telefonate a sfondo sessuale, passione sfrenata ecc. Insomma nessun pensiero erotico nascosto.
A tal proposito, in più di una occasione le confidai che, come la maggioranza degli uomini, il pensiero di fare sesso a tre mi fa eccitare da morire, ciò perché mi eccita vederla godere.
Lei all’inizio sembrava non condividere tale mio pensiero ma, un giorno, nel confidarmi un suo sogno, mi disse di avere sognato di fare sesso con me ed un mio amico che non conosceva. La cosa mi fece talmente eccitare che il mio cazzo, indurito come un bastone, venne all’interno dei miei pantaloni. Dopo tale confidenza cominciai a pensare che la cosa a tre facesse eccitare pure lei. Per cui organizzai una serie di cene con Catia ed un mio amico, un bel ragazzo.
In una di queste cene al ristornate io mi trovavo di fianco a Catia ed il mio amico di fronte. La serata era di quelle romantiche, lume di candela, cena elegante, vino bianco e fiori. Catia non disprezzava il vino e la cosa mi faceva piacere. Ad un certo punto preso dai miei pensieri più nascosti, piano piano poggiai la mano sulla gamba soda e liscia di Catia (che per l’occasione indossava gonna, tacchi a spillo ed un paio di reggi calze mozzafiato), ed iniziai a massaggiarla. Lei gradiva molto, tant’è che piano piano feci scivolare la mia mano in mezzo alle sue gambe ed iniziai a massaggiarle le grandi labbra, fino a raggiungere il punto G, che già era bagnato e pronto per essere leccato.
Lei leggermente imbarazzata per la presenza del mio amico con la sua mano destra iniziava a sfregarmi il cazzo che era già duro e ben visibile da sopra il pantalone. La cosa andava avanti da qualche minuto quando notai che sotto il tavolo il mio amico stava massaggiando con un piede la gamba di Catia, mentre io stavo per infilargli il dito medio dentro la figa. Lei era talmente eccitata che non parlava più, ma mugolava silenziosamente ad occhi chiusi. La cosa andò avanti per diversi minuti fino a quando la sua figa non mi bagnò completamente la mano. A quel punto dissi al mio amico di provvedere lui a pagare il conto e dopo sussurrai in un orecchio a Catia che era ora di andare a completare il massaggio.
Io e lei ci alzammo dalla tavola e ci recammo in un appartamento che avevo appositamente affittato per le nostre serate di sesso. Già prima di entrare nell’appartamento, per le scale lei mi fermò, mi strinse forte al muro e tirò fuori il mio cazzo, iniziando a spompinarmi come non mai, dopo pochi attimi schizzai tutto quello che avevo accumulato nella palle. Poi, nel continuare a baciarla e massaggiarle la fighetta entrammo nell’appartamento e ci recammo subito nell’enorme camera da letto. La buttai sul letto e le sfilai la gonna, era più bella, eccitante e bona del solito. La feci sdraiare sul letto e con la lingua iniziai a leccarle le dita dei piedi e poi man mano salii fino alla mutandina in pizzo, di colore nero. Spostai lentamente con la lingua la mutandina da un lato ed iniziai a leccarle la figa, completamente umida, e con i denti stringevo il suo clitoride che era diventato turgido. Poi presi il mio cazzo ancora umido, mentre leccavo la sua figa ed ogni tanto le infilavo il mio dito medio dentro, glielo diedi in bocca. Lei sembrava non aspettasse altro, iniziò nuovamente a farmi un pompino, di quelli che solo lei sa fare. Sembrava una bocca di velluto che candidamente sfiorava e ciucciava il mio cazzo.
Poco dopo mi chiese di mettermi supino sul letto, lei si alzò sedendosi sul mio cazzo turgido ed iniziò a cavalcare il mio uccello con violenza, mentre leccava e ciucciava il mio dito medio, stringendolo forte in mezzo ai denti.
Poi si girò sul letto, mettendosi a gambe aperte chiedendomi di entrare con il mio cazzo dentro la sua figa. Non me lo feci ripetere due volte, con le mani tenevo le sue ginocchia aperte e lentamente entrai con il mio cazzo turgido dentro la sua figa. Lei mi chiese di entrare completamente dentro, fino in fondo, ed io eseguii.
La scopata durava da oltre 30 minuti allorquando all’improvviso si aprì la porta della camera da letto: era il mio amico in maschera, completamente nudo con il cazzo turgido.
Lei non disse nulla, continuava a scoparmi, lui si avvicinò. Lei nel continuare a scoparmi ed a mugolare disse sommessamente all’uomo sconosciuto di avvicinarsi, lui eseguì.
Lei prese il suo cazzo ed iniziò a spompinarlo; ero geloso di vedere la mia donna che concedeva la sua bocca ad un altro ma la cosa mi eccitava talmente tanto che continuavo a scoparla ancora con più voglia.
Lei, resasi conto della mia gelosia, sfilò il mio cazzo dalla sua figa bagnata e mi disse di alzarmi ed avvicinarmi. Poi mentre con la bocca leccava il cazzo dell’uomo sconosciuto, prese con la mano destra il mio cazzo ancora bagnato e mi avvicinò alla sua bocca ed inizio a sbocchinare un pò ciascuno.
Poi si mise a pecorina e chiese all’uomo in maschera di girare da dietro a scoparla, mentre continuava a sbocchinare il mio uccello.
Si mise su di un lato e si aggiustò con la gamba destra alzata, prese il cazzo dello sconosciuto e lo infilò nella figa mentre chiese a me di avvicinarmi con la bocca alla sua figa e di leccare mentre lo sconosciuto la penetrava e nel mentre lei mi succhiava il cazzo. Poi quando avvertii che stavo per venire ci chiese di scambiarci di posto, così facemmo. Io la scopavo e lo sconosciuto gli leccava la figa bagnata e calda, mentre lei lo spompinava.
Non ce la facevo più, la cosa era troppo eccitante, stavo per venire. Lei avvertì che le mie palle stavano per esplodere ed iniziò a spompinare velocemente il cazzo dello sconosciuto ed a scopare il mio sempre più velocemente fino a farci venire contemporaneamente.
Mentre lo sconosciuto ebbe cura di innaffiarle per bene le tette io gli bagnai tutta la figa, poi con un dito presi parte del mio liquido caldo e iniziai a massaggiarla intorno alle grandi labbra. Lei godeva come una matta, distesa sul letto. Mi misi anch’io sul letto, vicino a lei, iniziando a baciarla disperatamente, mentre lo sconosciuto andava via. Restammo lì distesi non so fino a quando, mi svegliai il giorno dopo, era tardi e lei non c’era più. Io non ricordo se davvero tutto quello che mi era accaduto era sogno o realtà, ma se anche fosse stato un sogno, era stato fantastico sognare!