29
Quando il destino si diverte
Io e Monica siamo cresciute insieme. Amiche per la pelle dai tempi dell’asilo.
Separate solo all’università e poi al lavoro (lei commessa in un supermercato, io maestra d’asilo) e nella vita sentimentale (lei sposata, io single incallita).
La nostra amicizia era sempre stata stabile e forte, pochi scossoni e nessuno così grave da incrinarla.
Suo marito si chiama Carlo. Ha un paio d’anni più di noi, un uomo tranquillo, dolce, pacato, deciso, fermo. Niente a che fare con Monica, niente a che fare nemmeno con me in realtà.
Io e lei eravamo sempre state delle teste calde, sempre in giro per locali, avevamo avuto tanti uomini, quasi mai qualcosa di serio.
Intanto Carlo si laureava e trovava lavoro come chirurgo. Si erano conosciuti durante la malattia della nonna di Monica. Come aveva fatto lei a innamorarsi? Lui serioso, dimesso, per niente affascinante; lei bellissima, sexy, esuberante. Ma si erano sposati da 5 anni, ed erano felici.
Io con lui non avevo mai legato. Eravamo gentili tra noi, ma nulla d’altro. Frequentavo Monica quando lui non c’era. Ma un giorno…
Qualche mese fa, una tubatura in casa mi scoppia. La casa è dichiarata inagibile per pochi giorni. Ma io in città non ho nessuno che possa ospitarmi. Tranne Monica che mi costringe a trasferirmi da loro per 4 giorni, assicurandomi che non avrei dato fastidio.
Mi sistemano in una camera degli ospiti mai utilizzata (Carlo non ama molto la compagnia).
La mia amica sembra elettrizzata.
- Da quanto non dormivamo insieme? - mi chiede quella sera a cena.
- Beh, non dormiremo insieme. O vuoi che dorma nel letto con voi? - dico io ridendo.
Carlo mi osserva con uno sguardo stranissimo. Monica ride di gusto, ma io mi pento di averci scherzato su: so che il senso dell’umorismo di quell’uomo è pari a zero.
Poi andiamo a dormire. Ci metto un po’ ad addormentarmi, causa letto nuovo. A un certo punto, inizio a sentire dei rumori dalla stanza accanto alla mia: la coppietta che mi ospita sta scopando.
Sento Monica che urla come una pazza, lui in silenzio. Sorrido. Niente di strano, conoscendoli.
Ad un certo punto silenzio. Mi viene da ridere: Carlo è un tipo rapido, e dire che Monica è sempre stata fin troppo esigente in fatto di sesso.
Sto per addormentarmi, quando improvvisamente, la voce angosciata di Monica mi fa sobbalzare.
-Elena! Vieni qui! Elena!- urla.
Balzo giù dal letto. Oddio, che sarà successo! Senza preoccuparmi di indossare solo mutandine e una maglia senza reggiseno mi catapulto in camera loro.
Resto basita sulla porta.
Monica è nuda, a quattro zampe sul letto e Carlo la prende a pecora. Lui non si scompone, mi guarda e continua a scopare la moglie.
- Elena… - mi sussurra la mia amica.
Io sono incollata lì. Vorrei andarmene, dovrei andarmene. Ma sono ipnotizzata.
- Ele, vieni qui tesoro - mi dice lei.
E io… vado. Piano. Circospetta.
- Monica, sto sognando - le dico stupidamente.
- Fai l’amore con noi? - mi chiede, tranquillamente. Come se mi avesse chiesto di unirmi a loro per un cinemino.
Carlo mi osserva. Non dice una parola, continua a pompare la moglie. Ma mi guarda. E mi sento eccitare…
Monica si sorregge su una mano e mi solleva la maglia con l’altra.
- Carlo, guarda che tette ha… le ho sempre invidiate… vai a leccargliele amore. -
Io sto immobile. Lo vedo uscire da lei e muoversi verso di me. Sembra un film. Un film sordido, squallido, ma eccitante da morire.
Carlo mi raggiunge. Mi toglie la maglia senza complimenti e mi lecca il seno.
- Oddio… - sussurro.
Sono preoccupata, guardo Monica. Sto tradendo la mia migliore amica, facendo sesso con suo marito sotto il suo sguardo e CON IL SUO CONSENSO!
Monica ci guarda, sembra soddisfatta. Io non trattengo un gemito di piacere quando Carlo mi morde i capezzoli. La ragione mi abbandona quando li succhia forte. Lo stringo a me.
- Sì, oh, sì… - guardo la mia amica e le sorrido. Monica si alza e lo stacca da me.
- Adesso, sdraiati sul letto Ele. -
Obbedisco. Mi sdraio e allargo le gambe. Monica mi toglie le mutande, si posiziona in mezzo e mi lecca. Intanto Carlo la scopa di nuovo a pecora.
A 35 anni non mi era mai successo: la mia migliore amica mi leccava mentre suo marito la scopava.
Carlo mi continua a guardare. Non ha detto una sola parola. Non chiude mai gli occhi, durante il sesso. Io vengo nella bocca di Monica e a mia volta non chiudo gli occhi mentre urlo. Lo guardo. So di non averne il diritto, ma vorrei che mi scopasse.
Anche Monica viene e mi urla tra le gambe, poi nell’impeto mi morde una coscia. Io non batto ciglio, non sento altro che la voglia di trombare quell’uomo così tranquillo che non fa che guardarmi.
- Hai visto il cazzo di Carlo? - mi dice lei.
- No. -
- Carlo, amore… faglielo vedere. -
Mentre Monica mi lecca ancora una volta, Carlo si posiziona davanti a me. Ha un pisello niente male. Grosso, lungo. Dritto. Esprime mascolinità. Esprime scopate selvagge di ore e ore, altro che durare poco.
- Monica… posso toccarlo? -
- Non chiedere, io voglio che voi siate disinibiti. -
Allungo la mano. È duro. È bellissimo tenerlo in mano. Lo guardo. Ci sorridiamo.
- Monica, tesoro. Adesso mi metto a pecora, tu mi lecchi da dietro mentre spompino tuo marito. Ok? - le chiedo.
- Ottima idea! -
Ci mettiamo in posizione e mi prendo l’arnese in bocca.
- Complimenti Carlo. -
Lui mi strizza l’occhio. Ci metto tutta me stessa nel pompino, poi Monica mi raggiunge. Insieme lo facciamo impazzire e lui non sembra più così indifferente. Chiude gli occhi, geme e ci prende per i capelli.
Prima che possa venire Monica si stacca e stacca anche me.
- Carlo, scopaci. Lei è la mia migliore amica e io non ho mai nascosto niente a lei, se ho qualcosa di fantastico, lo condividiamo vero tesoro? - mi chiede lei.
Io le sorrido e annuisco. Carlo lo infila prima dentro a me. Io urlo, non mi aspettavo quella sensazione assurda: piacere puro. Mi pompa per qualche secondo, poi va da Monica. Poi torna da me. Ci alterna e non ci lascia venire.
Poi, a un certo punto Monica gli dice: - Adesso scopatela. -
Lui annuisce. Mi scopa per almeno un’ora in ogni posizione. Classica, a pecora, io sopra, in piedi contro il muro. Monica mi lecca le tette, mi infila le dita nel culo, lecca le palle del marito.
Io sono sconvolta. Mi piace da morire. Quando sto per venire, chiedo a Monica di stringermi la mano. Lei mi sorride, urlo come una pazza. Non so come spiegare quell’orgasmo: un’esplosione di piacere tale da ottenebrarmi la ragione, è l’immagine che rimanda meglio.
Carlo mi sorregge, sua moglie lo bacia e mi stringe la mano.
Quando mi riprendo, vedo che stanno scopando sul letto, dolcemente.
Monica mi chiede di leccarle il seno. Viene anche lei.
- Vai pure - mi dice alla fine.
Prima di uscire, vedo che si stanno coccolando e che Carlo non è più minimamente interessato a me.
Mi addormento come un sasso. Quando mi sveglio, sono troppo rilassata e sento ancora dolore nella vagina per pensare a un sogno. Intimorita, vado in cucina.
Trovo un biglietto dei due sposi: -Sei la migliore amica che noi due potessimo avere. Ci è piaciuto molto, speriamo che le tue tubature saltino spesso. E che la prossima volta saremo in 4, non in 3. Monica e Carlo.
Il nome di Carlo, era riportato con lo svolazzo tipico dei medici.
Rido e vado a vestirmi.
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I vostri commenti
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Intrigante,particolare emafraio mia moglie ed il pediatra
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...e non avete mai pensato,mafraio mia moglie ed il pediatra
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Sono convinta che un veroPaola80Una strana nottata
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"Certo lo stile di scritturafriendLa mia prima penetrazione doppia
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a quanto pare non piace afriendLa mia prima penetrazione doppia



