21
Io, lui e ...l'altro
Questo che sto per raccontare accadde dopo quasi dieci mesi che ci eravamo sposati. Dopo qualche mese del nostro menage Carlo durante gli intensi momenti di sesso (i nostri preliminari sono lunghi e durano diverse ore. A volte il tempo non ci basta e riprendiamo appena ci ritroviamo dopo il lavoro. In questi casi la voglia non soddisfatta mi/ci accompagna fino a quando non ci scateniamo e sfiniti per la goduria giaciamo inerti avvinghiati come l’edera alla pianta vicina) ha iniziato a immaginare che ci fosse insieme a noi un altro uomo. Mi ha fatta partecipe delle sue immaginazioni e pure io ho preso gusto alla cosa. Più ne parlavamo e più la nostra eccitazione cresceva con risultati decisamente soddisfacenti per entrambi. Una sera mentre siamo sul letto dopo una post scopata abbracciandomi mi dice: “amore, fra quattro giorni viene nel mio ufficio un collega di Firenze e resterà a Palermo per un mese. Quando tre anni fa sono stato a Firenze lui, dopo avermi conosciuto, mi ha ospitato a casa sua e … oltre la casa mi ha messo a disposizione pure “la Patrizia”, sua moglie. Ora che lui viene giù il mio desiderio è di ricambiare, in tutto, la sua ospitalità. Come uomo è di bell’aspetto ed ha pure una buona fornitura. Tu che ne pensi?”.
Ascoltandolo un fremito mi percorre il corpo. Non è rabbia ma desiderio di potere provare nella realtà ciò che avevamo a lungo immaginato. Allora senza indugi rispondo: “ amore mio, se tu vuoi farmi provare questa esperienza io mi associo senza riserve al tuo desiderio“.
Dopo le mie parole lui ricomincia a carezzarmi le tette e poi scivolando sempre più giù ricomincia a stuzzicarmi la clitoride che al contatto con le sue dita inizia nuovamente ad ergersi desiderosa di essere titillata. Insomma ricominciamo a fare sesso e tra pompini, ficcate ed inculate buona parte della notte se ne va e dormiamo solamente qualche ora.
L’indomani mi sento tutta intontita e debbo ricorrere ad una doppia razione di caffè prima di recarmi in ufficio.
Man mano che i giorni scorrono mi sento tutta invasa di una certa voglia di un desiderio che mi fa sentire eccitata. Le mie mutandine sono sempre bagnate. La mia figa è sempre congestionata ed ho continuamente voglia di averla toccata. Insomma in questa situazione mi trovo alla vigilia dell’arrivo di Sandro.
È sabato, Sandro sarebbe arrivato l’indomani verso le dieci. In mattinata vado dall’estetista. A me piace averla con una striscia di pelo ma per l’occasione me la faccio depilare totalmente. A Carlo piace da impazzire vedermela depilata. Dopo estetista e parrucchiere vado al supermercato per acquistare qualcosa da mettere in frigo e nel congelatore.
All’aeroporto vado pure io. Siccome la giornata è abbastanza calda mi vesto molto leggera. Non metto il reggiseno come è abitudine quando esco con Carlo. La mia soda terza, ben visibile dalla camicetta a fantasia generosamente aperta, suscita l’attenzione di coloro che sono nella sala d’attesa. Anche la gonna bianca di seta, non corta ma molto aderente e con uno spacco laterale, lascia intravedere la rotondità del mio sedere anche perché sotto ho solamente un sottile perizoma.
Carlo mi presenta Sandro. Io nel dargli il benvenuto l’abbraccio e lo bacio sulle guance. Lui mi osserva e sorridendo rivolgendosi a Carlo dice: “se mi avessi detto che Luana era cosi “bona” avrei fatto di tutto per arrivare prima.
Prima di andare a casa ci rechiamo al bar per prendere qualcosa. Sandro al tavolo mi sta di fianco. I suoi occhi scorrono dalla scollatura alle gambe. Sono certa che ha pure intravisto gli scuri capezzoli. Noto che dà una sbirciata alle gambe ed allora muovendomi sulla sedia gli do la possibilità di osservare meglio le cosce.
A casa mi sento di avere la carica giusta. Un gran prurito mi percorre con intensità la femminilità. I capezzoli, sensibilissimi, sono durissimi e ben visibili. Come spetta ad una buona padrona di casa indico a Sandro la sua stanza ed il bagno. Poiché avevamo deciso di pranzare a casa mentre lui si mette in ordine io mi cambio.
Cosa indossare? Decido per un minuscolo top ed una gonna. Il top mi lascia completamente nude le spalle, ha un profondo spacco davanti ed è tenuto fermo per due nodi: uno alla nuca ed uno alla vita. Lo spacco a centro petto, inutile dirlo, lascia bene in vista la rotondità del seno. Ad ogni movimento che faccio le tette corrono il rischio di saltare fuori sia dal centro che dai lati del top. Anzi dai lati si vede molto bene la possanza delle mammelle. La gonna, molto corta e stretta, mette in risalto culo, cosce ed evidenzia che sotto non ho nessun altro indumento.
Durante il pranzo a secondo dei movimenti che faccio le mie tette fanno capolino fuori dal top rendendo l’atmosfera più calda e suscitando l’interesse dei miei due commensali. Finito il pranzo mentre io preparo il caffè loro si mettono a discutere sul divanetto del soggiorno.
Sandro è seduto su una delle poltrone. Mi avvicino a lui con la tazzina in mano e nel movimento che faccio nel porgergliela ancora una volta una tetta esce fuori presentandosi impudicamente alla vista dell’amico. Considerato che mi trovo a pochi centimetri da lui con finta vergogna la rimetto dentro avendo la sicurezza che quanto prima sarebbe esplosa nuovamente fuori. Stiamo un poco a chiacchierare del più e del meno e poi gli chiediamo se sente la necessità di riposarsi. La risposta: “mi sento riposato e sono disponibile ai vostri desideri” lascia intuire le sue voglie. Allora guardo Carlo il quale si stringe a me e sussurra: “è il momento di divertirci! Non avere remore e comportati seguendo le tue voglie!”.
Comprendo che è il momento di andare al dunque e da brava padrona di casa, prendendo alla lettera l’esortazione di mio marito, prendo l’iniziativa.
Mi avvicino a Carlo e girandomi l’invito a slacciarmi il top. Lui con prontezza ubbidisce ma va pure oltre perché fa scendere pure la lampo della gonna che scivola lungo le cosce fermandosi a terra. Sono nuda! Completamente nuda! Sandro mi concupisce con gli occhi. Carlo incomincia a spogliarsi mentre Sandro mi osserva come a volermi mangiare tutta. Sono io che spoglio l’amico dei suoi abiti. Ora siamo tutti e tre nudi. Mi stringo a Sandro e lo faccio sdraiare sul divano. Il suo cazzo è teso e palpita. Carezzandogli il pube dico: “lascia fare a me! Abbandonati alle mie carezze e poi mi darai un voto”.
La stupenda erezione mette a nudo il fantastico glande che si erge, alla sommità della minchia, come un fungo. Delicatamente tiro indietro la pelle scoprendo ancora di più il corpo del cazzo. Struscio dapprima le guance sulla sua cappella, e poi comincio a dare teneri baci cominciando dalla cappella e proseguendo per tutta la lunghezza dell'asta arrivando fino ai coglioni..
Mi bagno bene le labbra e lascio che il suo glande scivoli lentamente nella mia bocca. Con la lingua giro attorno alla cappella e indugio stuzzicandogli il filetto. Sento che geme visto che il frenulo è la parte più sensibile del sesso maschile.
Ora gli accarezzo lo scroto e faccio scorrere le dita fino ai glutei per poi lentamente risalire e tornare alle palle. Lui sospira e si agita ma io proseguo e gli stringo con forza il cazzo proprio nell’attaccatura col pube. Afferratolo saldamente mi chino e faccio scorrere la lingua lungo tutta la parte inferiore fino ad arrivare nuovamente al glande.
Con le labbra ben strette faccio scivolare tutto il suo pene nella mia bocca e comincio ad andare avanti e indietro con la testa. Faccio attenzione a non fargli male con i denti e dispongo la lingua in modo da esercitare una certa pressione sul suo membro duro. Assecondo il movimento succhiando quando mi entra dentro la bocca e soffiando quando invece retraggo il capo dal cazzo. Questa alternanza di succhio e spinta crea in lui piacevole gradimento in quanto inizia a gemere e a contorcersi.
Lo lascio riposare qualche attimo e subito dopo ricomincio a baciargli l'asta e poi sollevandomi metto il suo cazzo tra le mie mammelle ed inizio lentamente una spagnola. Lui ricomincia a contorcersi e solleva le natiche. Allora, sempre strofinando le tette sul suo cazzo, con una mano gli carezzo lo scroto, il culo e col medio gli violo il buchino. Il lamento che esce dalla sua bocca mi fa intuire che sta gradendo e godendo.
Lui sussurra: “riprendi a succhiarmelo voglio venire!”. Faccio finta di non sentirlo. Prendendo tra le mani una mammella strofino il capezzolo duro sul frenulo della sua minchia. Lui sobbalza ed allora mi piego e ricomincio a baciarlo lungo l’asta tesa partendo dal pube ed appena arrivata al glande glielo prendo in bocca voracemente.
Lui biascica: “cosi … cosi … mi piace … fammi sborrare!”. Capisco che è sul punto di scoppiare ed allora intensifico le succhiate e le pompate. Lui, come impazzito, contorce il corpo e nel movimento il suo cazzo mi penetra fino alla gola. Continuo nel mio procedere ma ormai è cotto ed a una mia succhiata più violenta percepisco, dalla dilatazione del suo pene dentro la mia bocca, che non ce la fa più. Neppure il tempo di pensarlo e m’inonda la gola col suo caldissimo succo dei coglioni. Il mio godimento è di sentirmelo pulsare nella bocca e nel percepire il sapore del suo denso nettare che spruzza a lungo riempiendomi gola e bocca. Non riesco a berlo tutto e per non soffocare sono costretta ad aprire la bocca lasciando colare parte della sua sborra sul suo pube.
Completamente esausta e col viso inondato del suo sperma giaccio sul suo ventre. Dopo un poco tento di alzarmi ma lui pendendomi un polso dice: “puliscimi tu!”. Con la lingua inizio a rimuovere il suo spacchio e poiché mi piace la mia femminilità ricomincia a pulsare. Però, avendo bisogno di orinare, dopo averlo leccato per benino mi avvicino a mio marito, lo bacio infilandogli nella bocca la mia lingua e facendogli assaporare il sapore del suo amico. Poi con decisione vado in bagno e dopo essermi svuotata la vescica mi do una ripulita.
Perdo un poco di tempo in quanto nel fare la doccia indugio sulla figa, sul culo e poi mi pulisco per bene il viso.
Li trovo entrambi nel salotto e pure Sandro si è data una rinfrescata. Entrambi sono nudi e con i cazzi pronti ad un nuovo round.
L’amico sorridendomi dice: “dolcissima Luana, al momento il voto che ti assegno è un 10! Non ti assegno la lode perché desidero vederti ancora all’opera con me. Al momento ti dico “Mai ho avuto fatto un pompino come quello che mi hai fatto tu! Mi hai fatto letteralmente impazzire!”.
Carlo, che sicuramente ha parlato con Sandro, mi prende per un braccio e mi dirige verso la camera da letto. Mi fanno sedere sul letto ed iniziano a toccarmi. Loro hanno quattro mani ma io con le mie due cerco di difendermi. Prendo i loro sessi, uno per ogni mano, ed inizio a menarli. Poi a turno incomincio a prenderli in bocca leccandoli e succhiandoli. Sento i loro gemiti mentre mi palpano le tette, mi strizzano i capezzoli, mi infilano le dita nel buco del culo e nella figa umida e calda. L’eccitazione mi fa tremare le membra. Il prurito nella vulva cresce sempre più d’intensità ed inizio ad ansimare. Ho le cosce tutte bagnate dai miei succhi vaginali. Ad un certo punto, al culmine del desiderio sussurro fremendo: “sono pronta! scopatemi in tutti i buchi!”.
Sandro si distende sul dorso mettendo in mostra il cazzo turgido e vibrante. M’inginocchio su di lui, prendo in mano il duro membro e lo guido tra le labbra aperte della mia calda figa. Lentamente me lo faccio penetrare dentro e nel percepire il contatto del membro duro con le pareti della mia femminilità caldissima mi sento invadere da una vampata di calore che è la manifestazione delle mie voglie e dei miei desideri. Mi sento la figa tutta piena e me lo sono ingollato tutto in quanto ho la sensazione che il culo sfiori le sue palle. Lui con un repentino movimento ribalta la posizione. Ora sono io sotto e lui sta sopra tra le mie cosce. Mi solleva le gambe mettendole sopra le sue spalle. Nella nuova posizione percepisco tutta la potenza del suo enorme pene dentro di me. Inizia ad andare su e giù con il bacino ed ad ogni colpo il cazzo lo sento arrivare sempre più in fondo fino sbattere nel collo dell’utero. Continuiamo in questa posizione per un bel po’ ma poi, anche per l’intervento di Carlo, ci riposizioniamo nella prima situazione. Sandro sotto ed io sopra che lo cavalco di buona lena. Le mie mammelle ai movimenti che faccio ballonzolano e lui sorridendo me le strizza e cerca di mettersi in bocca i capezzoli. Riesce a prenderne in bocca uno ed inizia a succhiarmelo. A questo punto Carlo dietro di me mi fa arcuare il busto. Sento la sua mano carezzarmi il culo e poi soffermarsi nel buco. Spalma del gel intorno all’ano fino a farlo andare dentro il buco e poi percepisco il suo membro che inizia pian piano a penetrarmi. Il cazzo lubrificato lo sento scivolare lentamente dentro l’ano e più entra più il mio piacere aumenta. Poi con un colpo secco me lo ficca tutto dentro. Emetto un gridolino di dolore e di contemporaneo piacere che aumenta non appena percepisco sulle natiche lo sbattere dei suoi coglioni. Il piacere immenso sopravvenuto mi fa spingere il bacino contro il pube di Sandro. L’effetto dei due uomini che fanno scorrere i loro sessi dentro di me, mi fa straripare di goduria. Che bellissima sensazione sentirmi otturata nei due buchi. Un formicolio si parte dalla spina dorsale e percorrendo il petto, le membra, il ventre si va a localizzare nella figa e nel culo. Vengo in continuazione ansimando e gemendo. Sandro, stando sotto, non può fare grandi movimenti ma sono io che aiutata da Carlo che mi sostiene per i fianchi ballo sul suo ventre per prendermi il massimo del piacere. Il mio movimento scomposto fa sì che il cazzo di Carlo mi trafigge il culo facendomi emettere lamenti che aumentano il mio ed il loro piacere. Più mi penetrano, quasi a farmi male, e più immensa diventa la mia soddisfazione. Sandro mi strizza le tette e mi succhia i capezzoli che sembra vogliano scoppiare per l’intensità del piacere. I miei due partner sono molto bravi! Durarono a lungo. Mi danno tutto quello che hanno e dopo avermi molto fatto godere vengono quasi contemporaneamente e standomi dentro mi riempiono con i loro caldo spacchio uno la vagina e l’altro il retto.
Dopo un riposo e una bevanda ripetiamo le operazione. Questa volta i due si scambiano i buchi. Carlo prende possesso della figa e Sandro del culo. Il piacere non cambia anzi l’assaporo meglio perché è passata una parte d’emotività dovuta alla prima volta. Ma non sono ancora sazia. Voglio spompinarli! Inizio col cazzo di Sandro mentre Carlo mi trastulla la figa. Poi faccio capire che li voglio prendere entrambi in bocca e li alterno succhiando e leccando ora uno ora l’altro. Le mie mani stringono i due cazzi che periodicamente scambio nella bocca. Me li faccio arrivare fino in gola per poi lentamente farli uscire. Quando comprendo che sono allo stremo li ficco entrambi nella bocca famelica. Vengono contemporaneamente inondandomi l’esofago di calda e ricca sborra. Poiché è troppa non riesco ad ingoiarla tutta. Una parte scola sulle tette e sui capezzoli. Siccome sono sensibilissimi il caldo contatto fa aumentare il mio godimento. Ripulisco per benino i due cazzi leccandoli per lungo e in tondo e godendomeli succhiando pure i coglioni. Ogni piccola gocciolina di sperma viene da me ingoiata mentre loro mi massaggiano le tette con il latte prodotto dai loro testicoli. Si è fatta notte inoltrata. Sandro invece di andare nella sua stanza resta nel nostro letto per dormire. Dormire? Stretta tra i due mi stropiccio a loro per tutta la notte. Pure loro si strofinano al mio corpo e nel dormiveglia sopraggiunto ho la sensazione di essere preda sia dell’uno che dell’altro. La mattina seguente ho le occhiaie ma sono rilassata e sessualmente mi sento completamente appagata e soddisfatta. In cucina mi ha preceduto Carlo e lo trovo che prepara il caffè. Sandro è in bagno a prepararsi. Sono completamente nuda e sorbendo il caffè vedo il cazzo di Carlo teso e vibrante. “Buono!” Dico dandogli dei colpetti con la mano. Poi mi avvicino e lo bacio in bocca e gli dico: “grazie amore! È stato veramente bellissimo sentirmi presa contemporaneamente da te e Sandro!”.
Il mese che Sandro resta con noi per me è intensissimo ed il mio corpo ne ha tratto profitto godendo fino al limite massimo della lussuria.
Quando purtroppo Sandro va via. Con Carlo ci scambiamo le riflessioni provate. Tra tutte le cose che mi dice una mi colpisce: “cara Luana posso dirti che mai, prima d’ora, ti avevo visto scopare con tanto trasporto e godere e gemere cosi intensamente. Ogni volta sei venuta almeno una decina di volte. Il mio sesso sia quando era dentro il tuo culo o la vagina, ha percepito il sesso dell’altro che ti era dentro”.
La mia risposta è: “grazieeeeeeeeeeee! … grazieeeeee amoreeeeeeeeeeee!!!!!! Devo a te questi fantastici giorni!”.
Istintivamente l’abbraccio ed inizio a baciarlo ovunque. Lui ricambia ed allora gli sfibbio la cintura, gli abbasso pantaloni e mutande, tiro fuori il cazzo duro e gli faccio un pompino a ringrazio di tutto il piacere ed il godimento che mi ha fatto vivere per un mese.
Accesso utente
I racconti più letti
- La mia più bella esperienza (pt. 1) - (64,360)
- La sorellina...da fantasia a realtà - (38,198)
- Amici di Università - (9,977)
- Lei è anche un lui - (7,732)
- La mia prima penetrazione doppia - (3,000)




Commenti
beh...a leggere il tuo racconto mi viene solo da dire...peccato n nesserci stato...molto bello brava
francesco
Racconto eccitante e che si legge tutto di un fiato. Bellissima ed infiammante la descrizione del pompino. Brava! Ho letto il racconto insieme a mia moglie e ... presi da voluttà ci siamo concessi una bella scopata.
Ancora brava ed al prossimo racconto.