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La seconda volta di Laura

La seconda volta di Laura - Racconti Scambi di coppia, amico, casa, triangolo

La seconda volta di Laura (segue al racconto "La prima follia")

Tornammo a Roma e per un po’ tutto filò perfettamente; anche i nostri rapporti avevano ripreso slancio e la complicità fra noi era cresciuta a dismisura. Parlavamo spesso di quello che avevamo fato in Trentino e di quello che avremmo voluto fare di nuovo. Lei però era sempre gelosa e poco propensa a fare entrare altre donne nel gioco; io dal canto mio non ne sentivo una grande necessità perché mi piaceva da matti l’idea che avesse altri uomini; a me sono sempre piaciute le donne che hanno avuto molti uomini e da questo punto di vista Laura era un po’ carente: quattro storie prima di me, con altrettante scopate, e qualche pomiciata qua e là, al massimo culminata con un pompino.
Io invece avevo altre fantasie; e devo dire che l’unica che me le aveva soddisfatte era stata Paola, quella prima di Laura; lei aveva perso il conto degli uomini con cui aveva scopato e una volta ci divertimmo a provare una ricostruzione a memoria. Ne riuscimmo a contare quarantasei, ma era sicuramente una cifra sottostimata. Paola da buona matematica fece un rapido conto e disse: ”Ho trentadue anni e scopo dall’età di diciassette; dopo i primi due anni con un ragazzo ciascuno, nei successivi tredici anni ho scopato tutti i week end possibili (tranne quando avevo il ciclo); diciamo che ho scopato per almeno 500 week end e non sono mai stata più di tre volte con lo stesso uomo. Quindi a dir poco sono stati centosettanta uomini.”
Prima che Laura arrivasse ai livelli di Paola ce ne sarebbe voluto! Troppe saune avremmo dovuto fare!
Ma l’importante era aver cominciato e così volevamo continuare. Una sera telefonò Francesco, un amico fedelissimo di entrambi con il quale c’era una grande confidenza; lo invitammo a cena perché lui era stato appena mollato da quella stronza della sua donna, una che Laura ed io non avevamo mai sopportato. Venne con piacere e chiacchierammo di tutto, del suo rapporto con quella e dei motivi del naufragio; io dissi:
“ vedi Francesco, lei non mi è mai piaciuta ma sicuramente il vostro fallimento ha varie ragioni, primo fra tutte che non siete mai stati una vera coppia; vi legavano interessi e una certa attrazione fisica all’inizio, ma non basta. Anche Laura ed io abbiamo avuto qualche affievolimento, ma ci siamo parlati e con grande complicità ci siamo rimessi in gioco; la complicità è ciò che a voi mancava”
E Francesco: “ e cosa ha prodotto la vostra complicità?”
Fu allora che raccontai la storia della vacanza in Trentino, con tutti i dettagli perché fra noi la confidenza era totale (lui aveva anche avuto una pomiciata con Laura molti anni prima, e tutti e due ammisero che lei glielo aveva preso in bocca, senza però farlo venire). Mentre raccontavo la storia capii che si stava eccitando; si ricordava di quanto arrapante fosse Laura e non faceva fatica a capire come fossero andate le cose. Laura pure, dolcemente, si era seduta vicino a lui e aggiungeva particolari al racconto con solare ilarità; la sua mano intanto era scivolata sui suoi pantaloni, accarezzando il cazzo di Francesco che si stava gonfiando.
“Ragazzi mi sto eccitando da matti” disse Francesco.
“Lasciati andare amico mio, ne hai bisogno dopo tutto quello che hai passato, e tra noi non ci sono problemi” dissi io “se vuoi che Laura allenti le tue tensioni siamo felici di aiutarti”.
Laura cominciò a sbottonare i pantaloni di Francesco e fece scendere la zip, infilò la sua mano nei boxer e tirò fuori un cazzo ormai gonfio e turgido che chiedeva solo coccole. Francesco era un po’ più dotato di me sia come dimensioni che come forma, il suo era bello davvero e Laura ne era consapevole. Appoggiò le sue labbra e cominciò a leccarlo tutto intorno, poi lo avvolse con la bocca e cominciò un lento pompino.
Dopo un po’ decidemmo di trasferirci in camera da letto: ci spogliammo tutti e tre nudi, ci adagiammo sul nostro letto che è un formato king size, largo due metri, e loro due si misero a strofinarsi, leccarsi, baciarsi come due amanti; io guardavo la scena e mi piaceva vedere Laura che faceva l’amore con Francesco.
Il momento della penetrazione fu bellissimo; Francesco fu dolce ma la potenza del suo cazzo scatenò un orgasmo fulmineo di Laura. Cominciò a spingere su e giù il suo membro e ad ogni spinta Laura gemeva di piacere. Continuarono per dieci minuti, poi lui la girò e la prese alla pecorina, e mentre la scopava passava la sua mano alternativamente sulla sua lingua e sul buchetto del culo di Laura, per bagnarlo a dovere, segno che aveva in mente di andare oltre; infatti dopo altri dieci minuti di instancabile stantuffamento, Francesco sfilò il cazzo dalla fica di Laura e lo infilò nel suo culo. Laura gemette come al solito e godeva come una pazza, io ero al massimo della eccitazione e Francesco sembrava non voler finire mai.
Io mi portai davanti al viso di Laura che mi prese l’uccello in bocca, dolce come sempre e passionale come non mai. Vedevo Francesco che stava inculando Laura e sentivo lei elettrica.
Andammo avanti ancora un po’ fino a che io sentii che stavo venendo e Francesco a sua volta non reggeva più. Sborrai prima io, ma un istante dopo sentii Francesco esplodere e Laura che si godeva il lago di sperma che lui le aveva rovesciato. Ci accasciammo sul letto, felici e sereni. Lui dopo mezz’ora se ne andò e restammo io e Laura.
"Sei stata fantastica!" dissi io e lei disse ”Sai che Francesco a letto è un grande? Se lo avessi saputo l’altra volta non mi sarei limitata a prenderglielo in bocca. Scopa come un dio e ha un cazzo veramente sensuale”.
Punto sul vivo replicai “Migliore del mio?” e Laura “Gelosone! Sei sempre il numero uno, ma per dirtelo devo provarne altri se vuoi che la mia sia un'affermazione vera! Io voglio continuare e anche tu, perché ho capito benissimo che ti piace vedermi scopare con gli altri uomini, quindi ti accontento. Ho già una mezza idea per i prossimi giorni."
Scopammo ancora quella sera, e fu una cosa fantastica; eravamo uniti e complici come mai prima di allora.