1
La notte della driade
Il calore notturno era insostenibile tra le mura della stanza semibuia in cui Amanda giaceva immobile, con il timore che qualunque movimento, anche lieve, avrebbe procurato nuove gocce di sudore sul suo corpo molle. Il marito, steso al suo fianco in una posa sgraziata, dava quasi l'impressione di essere morto. Gettando uno sguardo alla finestra spalancata, Amanda poté vedere che il cielo era colmo di stelle e che di temporali estivi non vi era alcun segnale. Con il caldo che la opprimeva a quel modo, perché sarebbe dovuta permanere fra quelle quattro anguste mura? Si sollevò dunque con un unico movimento dal letto bagnato e in un batter d'occhio oltrepassò l'uscio, lanciando una furtiva occhiata ad una tenda rosa, la cui immobilità testimoniava la mancanza di corrente d'aria. La vecchia casa che la ospitava era la stessa in cui si era recata ogni estate fin da bambina, all'inizio coi genitori e ora con suo marito. Un tempo la amava molto più di adesso, misteriosa e affascinante com'era, con tutte quelle vecchie porte e quei terrazzi che guardavano sulle colline. E proprio verso le colline decise di dirigersi, poiché nelle notti d'agosto c'era qualcosa di magico tra le curve della superficie terrestre.
http://iraccontieroticidiladylu.blogspot.com/
Abbandonata l'antica estiva dimora, Amanda respirò a fondo l'aria tiepida e mosse i primi passi scrutando il paesaggio a sud, tiepidamente illuminato dalla luna. Dopo poche decine di metri fu accolta da filari di vigneti, i cui profili disegnavano strane e talvolta inquietanti forme. La stradina sterrata che percorreva la condusse in un luogo in cui la luce lunare sembrava modellare i colli fino a renderli affini a sinuose forme femminili, assopite sotto un prezioso firmamento. Amanda ebbe il sospetto che nella notte quei luoghi si trasformassero in un disegno che durante il giorno era a mala pena abbozzato. Si sedette ai piedi di una maestosa quercia per poter godere di quel paesaggio e fu allora che sentì un rumore proveniente dal retro della pianta, come di foglie mosse dallo spostamento furtivo di un animale selvatico. Si azzardò a chiedere chi fosse. Il rumore sparì mentre da dietro l'albero comparve una donna nuda, pallida come la luce riflessa dalla luna. Amanda, per niente imbarazzata dalla sua nudità, non poté fare a meno di sorridere sinceramente a colei che le sembrava un'amica perduta da secoli, se non da millenni. La sua immagine era associabile a quella di una ninfa. Era alta, slanciata, sottile, le gambe e le braccia si presentavano assai lunghe, ma non tanto da sembrare disarmoniche rispetto a tutto il resto. Quando si decise ad avvicinarsi sedendosi sull'erba, Amanda sentì emergere dai suoi occhi luccicanti un calore autentico, un amore diverso da quello che lei conosceva o credeva di conoscere. Come guidata dal potere di quello sguardo, protrasse un braccio verso il suo viso e con le dita le scostò i capelli crespi dietro la spalla, perché lasciassero scoperto il seno, latteo come il resto della sua pelle. La ninfa fece lo stesso su di lei, trasformando per un istante la situazione in un elegante gioco di specchi. Amanda si allungò e la baciò sulle labbra, poi sospirò e si ritrasse, distendendosi sull'erba umida. Fu allora che la ninfa si adagiò al suo fianco e le sfilò i pochi abiti che indossava con una tale delicatezza da far sì che sembrassero scomparire. Dopo averle baciato il collo percorse tutta la superficie del suo corpo e ad ogni lieve contatto delle sue labbra sulla pelle Amanda sospirava profondamente. La ninfa tornò a baciarle la bocca e stavolta vi infilò la lingua, ma non si trattò di un normale bacio. Amanda ebbe la sensazione di ricevere un nutrimento per l'anima, una dose di rigoglioso benessere. La ninfa allargò le gambe e poggiò le ginocchia sull'erba aderenti ai fianchi di Amanda, quindi iniziò a strusciare il proprio ventre sul suo. Era completamente glabra, non aveva un solo pelo in tutto il corpo, tanto meno sulla vagina, su cui a breve Amanda posò una mano. Sentì che era morbida, calda, così grazie al senso di naturalezza che provava in quel momento vi infilò le dita e le sentì umidificarsi. Riempiendo l'aria di sospiri che somigliavano sempre più al suono del vento tra le foglie di alberi secolari, la ninfa massaggiò il ventre di Amanda. Infine penetrò nelle sue grotte nascoste procurandole un grido, che non era di dolore, bensì di sorpresa. Non aveva infatti mai sentito nulla di tutto ciò prima di allora. Il mondo scomparve. Un attimo prima di essere travolta dall'estasi, Amanda spalancò gli occhi e vide la luna riflessa in quelli della sua amante. Proprio in quel momento un dito di quest'ultima strofinò il suo clitoride e Amanda credette per un attimo di essere veramente sulla luna, la percepì in tutto il suo splendore, la sorvolò, la sfiorò. Poi fu come essere lentamente cullati fino a raggiungere il sonno. Il mattino seguente Amanda si svegliò. Si trovava ancora nel prato, sotto la quercia. La rugiada aveva bagnato il suo corpo nudo. Il sole splendeva all'orizzonte e della ninfa non c'era più alcuna traccia. Rimase lì, senza vestiti, ad osservare il disco infuocato che si sollevava portando con sé nuovo calore. Sentì che qualcosa in lei era cambiato per sempre. La sua vita sarebbe diventata un'opera meravigliosa.
Accesso utente
I racconti più letti
- La mia più bella esperienza (pt. 1) - (64,360)
- La sorellina...da fantasia a realtà - (38,198)
- Amici di Università - (9,976)
- Lei è anche un lui - (7,731)
- La mia prima penetrazione doppia - (2,999)
I vostri commenti
-
Intrigante,particolare emafraio mia moglie ed il pediatra
-
...e non avete mai pensato,mafraio mia moglie ed il pediatra
-
Sono convinta che un veroPaola80Una strana nottata
-
"Certo lo stile di scritturafriendLa mia prima penetrazione doppia
-
a quanto pare non piace afriendLa mia prima penetrazione doppia



