Racconti Lesbo
17
College femminile
I miei genitori sono cattolici ben pensanti, sono molto ricchi e come la maggior parte dei ricchi adorano spendere e spandere i loro soldi in uscite e divertimenti. Sono sempre stata scomoda per loro. Forse perchè sono arrivata che erano ancora molto giovani.
Con la scusa di volere il meglio per me oggi mi ritrovo qui, in un college femminile, lontano 400 km da loro.
So cosa state pensando: "Chissà che tristezza ti porti dentro!". Beh non è così... ho la "fortuna" di essere lesbica, molto lesbica.
14
Appuntamento al buio
Avevo ricevuto quel biglietto da una settimana e da altrettanto tempo giaceva nella mia borsa.
Lo afferrai per esaminarlo ancora una volta.
Anche se fingevo che non mi importasse cosa diceva il messaggio, non potevo che leggerlo e rileggerlo: "ti aspetto, stanza 41, Hotel Comfort Libi. Sabato alle 15.00".
Il biglietto non era firmato, ma avevo un mezzo sospetto di chi poteva trattarsi. O almeno quella era la mia speranza.
12
EVA MEET VANESSA
Come ogni estate, sono stata costretta dal mio gruppo di amici a partire per il campeggio. Immaginavo già cosa mi sarei dovuta subire: la solita gente, la stanchezza, la sveglia al mattino presto, le lunghe passeggiate, i soliti amici, la solita noia!
Desideravo novità insomma, e tutto mi aspettavo tranne che vivessi l’esperienza che mi ha cambiato la vita e che ora tengo nascosta nel mio cuore come l’avventura più strabiliante e sconvolgente che mi sia mai capitata.
Ma ecco cosa accadde.
8
Amiche del Cuore
Erano le sette ormai quando guardai l'orologio e il pullman per tornare a casa non era ancora arrivato; mi aggiustai la sciarpa, il cappello di lana e ripensavo al mio ragazzo. E' un bravo ragazzo, intelligente, dolce, ma nel nostro rapporto mancava qualcosa e desideravo tanto conoscerne il motivo. Finalmente il pullman, mai come quella volta c'erano pochi passeggeri, scelsi un posto vicino al finestrino e riguardai l'orologio: 7.16. Ero in ritardo di ben mezz'ora al mio appuntamento, ma presto scesi dal pulman e la vidi.
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Pillole I: Il salone per sole donne - Prima parte
Il negozio di ferramenta in cui lavoravo era situato appena fuori dal centro, vicino ad un salone di bellezza per sole donne. Quel "per sole donne" dell'insegna mi aveva sempre fatto sorridere, perché poteva quasi voler intendere che il salone fosse, come dire... frequentato solamente da "lelle". Non c'ero mai entrata in vita mia, perché mi piacevo al naturale e poi preferivo mantenere intatta la fantasiosa illusione che si trattasse di un club in incognito per sole donne. Devo dire però che mi affascinava osservare le clienti dalla mia vetrinetta. Continuavo a veder entrare e uscire donne di ogni età, arrivavano con un aspetto e uscivano con un altro, sembrava quasi una forma di stregoneria. All'epoca ero sola e mi piaceva la mia condizione di single. Di tanto in tanto andavo a caccia di donzelle per passare una serata in dolce compagnia, ma finiva sempre tutto lì, nessuna mi colpiva mai al punto da tentare di intraprendere una frequentazione.
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La mia fantasia
Sono seduta in un caffè della periferia di Milano. Oggi c’è poca gente. Le persone intorno a me si muovono calme avvolte da una strana apatia. La musica dolce di un negozio si diffonde nell’aria. Tutto sembra tranquillo ma nella mia mente regna la confusione, l’ansia, l’agitazione. Un unico pensiero: Simona.
Accendo una sigaretta, poi un’altra. Cazzo sono nervosa. Poco dopo la vedo arrivare in lontananza, tacchi alti, un vestito nero scollato, riesco ad intravedere il suo seno abbondante.
24
La mia prima donna
Era un mese che la mia storia d'amore con Daniele era finita. Avevo deciso io di troncare un rapporto di quasi un anno perchè non mi sentivo innamorata al cento per cento. C'era sempre qualcosa che non andava e spesso, anche dopo fatto l'amore, si finiva per litigare. Così una sera, dopo aver scopato per ore, l'avevo lasciato nel letto dicendogli addio e andando via mentre lui mi urlava: “Sei solo una troia, Simona”.
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Un'estate fa
E' accaduto l'estate di un anno fa, quando ancora credevo di poter mentire a me stessa. Avevo appena litigato con Andrea, il mio ragazzo, perché lui non voleva che partissi, ma io imperterrita avevo inviato il curriculum e alla loro chiamata avevo risposto con entusiasmo. Sentivo il bisogno di allontanarmi da tutto e da tutti e farlo lavorando in un paese straniero per un periodo mi era sembrata una buona idea. Giunse il giorno della partenza e, viste le cose che c'eravamo detti io e Andrea, avevo preferito non farmi sentire da lui per un po'.
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La notte della driade
Il calore notturno era insostenibile tra le mura della stanza semibuia in cui Amanda giaceva immobile, con il timore che qualunque movimento, anche lieve, avrebbe procurato nuove gocce di sudore sul suo corpo molle. Il marito, steso al suo fianco in una posa sgraziata, dava quasi l'impressione di essere morto. Gettando uno sguardo alla finestra spalancata, Amanda poté vedere che il cielo era colmo di stelle e che di temporali estivi non vi era alcun segnale. Con il caldo che la opprimeva a quel modo, perché sarebbe dovuta permanere fra quelle quattro anguste mura? Si sollevò dunque con un unico movimento dal letto bagnato e in un batter d'occhio oltrepassò l'uscio, lanciando una furtiva occhiata ad una tenda rosa, la cui immobilità testimoniava la mancanza di corrente d'aria. La vecchia casa che la ospitava era la stessa in cui si era recata ogni estate fin da bambina, all'inizio coi genitori e ora con suo marito. Un tempo la amava molto più di adesso, misteriosa e affascinante com'era, con tutte quelle vecchie porte e quei terrazzi che guardavano sulle colline. E proprio verso le colline decise di dirigersi, poiché nelle notti d'agosto c'era qualcosa di magico tra le curve della superficie terrestre.
http://iraccontieroticidiladylu.blogspot.com/
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Margot 2
Per noi era la prima volta che frequentavamo un circolo di nudisti. I primi giorni furono terribili. Mostrare i nostri corpi nudi agli occhi di tutti ci faceva star male. Infatti restavamo poco in spiaggia. Poi incominciammo ad abituarci e dopo appena dieci giorni fummo padrone assolute della spiaggia. Eravamo le più ammirate. Tu, in modo particolare, attiravi l’attenzione di uomini e donne. In diversi a vederti si eccitavano. Gli uomini erano costretti a nascondere la loro erezione sotto ampie asciugamani.
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I vostri commenti
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Intrigante,particolare emafraio mia moglie ed il pediatra
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Sono convinta che un veroPaola80Una strana nottata
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"Certo lo stile di scritturafriendLa mia prima penetrazione doppia
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a quanto pare non piace afriendLa mia prima penetrazione doppia
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Giulia, a me personalmente èfriendLa mia prima penetrazione doppia













