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Tutto in famiglia

By Liana // // 3 Commenti // letto 6882 volte
Tutto in famiglia | Racconto erotico incesto

Non è da tutti trovarsi ad essere figlio di una bellissima donna di 30 anni. Non posso paragonarla a nessuna altra donna perché è unica. Non ha uguali. Ha un corpo statuario. Le sue misure: 80-60-80. Alta 1,75 cm. Una donna che è il sogno nel cassetto di milioni di uomini. Di professione è una fotomodella. Le sue foto sono su tutte le riviste specializzate. Numerosi sono i calendari che ha stampato nel corso dei suoi anni di carriera. Le sue nudità ornano le cabine degli autisti di camion e degli armadietti di operai ed impiegati di tutto il mondo. Le sue foto di nudo integrale sono affisse in tutti gli appartamenti di persone, uomini e donne, che vivono da sole. Le hanno anche proposto di partecipare, come protagonista, in film gialli. Lei ha sempre rifiutato e questo perché non sa recitare. Uomini nella sua vita non li ho mai visti. L’unica volta che ha avuto un rapporto con un uomo si è ritrovata incinta ed in seguito con un figlio: io. Mio padre non l’ho mai conosciuto e non so nemmeno chi è. Mia madre non mi ha mai parlato di lui. Io non desidero conoscerlo. Mi basta mia madre. Sono cresciuto fino all’età di dieci anni insieme ai miei nonni materni. Poi, quando lei si è affermata nella sua professione, mi ha presentato al mondo e siamo andati a vivere in Francia: a Parigi. In questa città ha comprato un appartamento grandissimo. Occupa l’intero ultimo piano di un palazzo antico. Anche il sottotetto e due grandi terrazze sono parti integranti della proprietà. I guadagni realizzati con la sua professione li ha fatti fruttare. Si è scoperta speculatrice ed imprenditrice. Ha fatto speculazioni in borsa e ci ha fortemente guadagnato. Come imprenditrice ha messo su un proprio grande studio fotografico fiancheggiato da una sua casa editrice che pubblica in esclusiva i suoi servizi fotografici. I suoi collaboratori sono tutti giovani. Queste sue attività le hanno permesso di accumulare una grossa fortuna. Il suo lavoro non le fa dimenticare di avere un figlio. È stata sempre presente nella mia vita. Quando i suoi impegni la portano a viaggiare io, insieme ad una sua collaboratrice che è anche sua agente promozionale, siamo i suoi unici compagni di viaggi. I suoi dipendenti, ad eccezione della sua agente, non sanno che sono il figlio della loro datrice di lavoro. Con me non ha mai avuto segreti. Ne io con lei. A volte mi chiede consigli sul suo lavoro di cui non capisco un acca. L’adoro. Anch’io, come tanti, ho la stanza tappezzata di sue foto di nudo. Lei lo sa. A volte mi trascina in terrazzo e si mostra in una delle pose di nudo presenti nella mia stanza. “Non credi che l’originale sia meglio.” Eccome se lo è. Sono ormai già due anni che la sogno. È l’oggetto delle mie polluzioni notturne. Mia madre lo ha capito dal mio comportamento. Ha capito che la desidero. Non dice niente. Ne io mi avventuro su una strada che può rivelarsi pericolosa. È l’unico segreto di cui non le parlo. Non posso parlarne. Dovrei dirle che l’amo, che la desidero come donna. Questo non è possibile. È mia madre. Il mio amore per mia madre diventa una frustrazione. Non so come uscirne. A volte sono tentato di violentarla. In uno dei tanti giorni delle mie frequentazioni nello studio fotografico si presenta l’occasione per sottrarmi alla tortura del desiderio verso mia madre. La sala d’attesa è affollata. Vi sono, oltre ad altre persone, una decina di ragazze che devono fare dei provini fotografici. Sono delle aspiranti fotomodelle. Tra loro vi è una ragazza di straordinaria bellezza. Al solo guardarla mi vengono i crampi allo stomaco. Fisicamente assomiglia a mia madre. Il che è quanto dire. Mi siedo su una sedia vuota e resto li a fissarla. Lei sente il mio sguardo su di se. Alza gli occhi dalla rivista che ha in mano e mi fissa. Per pochi attimi resisto al suo sguardo poi abbasso gli occhi e fisso il pavimento. La ragazza che sta dietro il bancone pronuncia un nome: Katryne. Alzo la testa per vedere chi è. La ninfa si alza, mi lancia un sorriso e va al banco. Un attimo e poi si avvia verso la porta che introduce nella sala dei provini. Aspetto una mezz’ora e poi vado via. Mi fermo in strada e ricomincio ad aspettare. Consumo il marciapiede percorrendolo, in un verso e al contrario, innumerevoli volte. Passa un’altra ora ed eccola apparire. Le vado incontro. Ha il viso che esprime felicità.
“Salve. Mi chiamo Robby. Ci siamo visti sopra. Posso invitarla a pranzo.”
“ Mi ricordo di lei. Sì! Accetto il suo invito. Prima facciamo una lunga passeggiata. Sono stata tre ore in quella gabbia di matti che ho bisogno di muovermi.”
“Quello è uno studio fotografico. Ci è andata per qualche ragione particolare?”
“Sono stata chiamata per un provino fotografico. Lei, invece, cosa ci faceva lì dentro?”
“Sono stato chiamato da…”
“Non mi dica che…?”
“Oh! No! Lì ci lavora una persona che conosco. È stata lei a chiamarmi. Mi ha chiamato per farmi conoscere una fantastica ragazza.”
“È uno scherzo?”
“Perché dovrei scherzare? Io la ragazza l’ho veramente conosciuta. In questo momento l’ò davanti e ci sto parlando”
Ride.
“Sei uno stupido impertinente.”
“Mi ha dato il “
“Tra due persone che vogliono approfondire la loro conoscenza penso sia normale darsi del . Tu mi piaci. Ho fame. Dove mi porti?”
Mi prende la mano e aspetta. La guardo. Sono felice. Non pensavo fosse così semplice fare colpo in una ragazza bella come Katryne. Penso a mia madre. Forse se mi aprissi con lei confessandole il mio amore e manifestandole il mio desiderio di possederla si concederebbe. No! Non lo farebbe mai. È mia madre. Ritorno sulla terra.
“ Katryne anche tu mi piaci.”
Così è cominciato con la ragazza che in seguito diventerà mia moglie. Per un lasso di tempo abbastanza lungo nascondo a mia madre il mio rapporto con Katryne. La mia ragazza ha superato il provino ed ha incominciato a lavorare. Mia madre l’ha presa sotto le sue ali protettive. Ovunque vada Katryne lei è sempre presente. Le prime foto incominciano ad essere pubblicate e con grande successo. In casa, anche se il mio desiderio per mia madre non diminuisce di un punto, le mie presenze si diradano. Queste assenze sono notate da mia madre. Incomincia prima a farmi domande ed in seguito, non soddisfatta delle mie risposte, prende a seguirmi. Si comporta come una donna innamorata e gelosa del suo uomo. Da bravo figlio e da grande stupido non capisco questo suo atteggiamento. Eppure è palese, è di una chiarezza estrema. Mia madre è veramente gelosa. Non vuole che suo figlio cada nelle mani di qualche ragazza priva di scrupoli. Nonostante i suoi inseguimenti non riesce a scoprire niente. Una sera viene nella mia stanza. Io sono steso sul letto. Indossa una camicia da notte bianca, senza maniche e la cui lunghezza le arriva a coprire appena il suo pube. È di una trasparenza incredibile. Si vede il suo prosperoso seno. È praticamente nuda. Il mio io incomincia a fantasticare.Viene verso di me. Si china e mi da un bacio sulla bocca. Si siede sul letto. Poi come se niente fosse.
“Non credi sia giunto il momento di farmi conoscere la ragazza che frequenti?”
Resto sorpreso.
“Chi te lo ha detto?”
“Sono tua madre e certe cose le capisco. Non sono come te che hai gli occhi bendati. Eh, caro il mio figlio. A te manca lo spirito di iniziativa.”
Il riferimento a se stessa è oltre modo palese. Si è praticamente offerta. Ma il fatto di essere mia madre ancora una volta mi frena.
“Mamma, dammi il tempo di parlare con la mia ragazza. Ti prometto, se a te sta bene, che domenica prossima te la farò conoscere. La inviterò a pranzo da noi. Un ultima cosa e poi ti prego esci dalla mia camera. Non è vero che ho gli occhi bendati e non è vero che mi manca lo spirito d‘iniziativa. Sono circa tre anni che sto cercando di convincermi che non è sbagliato, che posso farlo.”
“È vero quello che dici? Tutto questo tempo e non riesci a deciderti? Le mie speranze non sono perse. Vuoi che ti aiuti?”
“No! Mamma, devo essere io a superare il blocco psicologico.”
“Allora mi ami.”
“Sì! Ti amo.”
“Mi desideri?”
“Sì”
“Ti aspetterò. Buonanotte amore mio.”
Dio! Ho detto a mia madre di amarla e di desiderarla e lei a detto che mi aspetterà. Anche lei vuole possedermi. Un senso di svuotamento mi coglie. I muscoli del mio corpo diventano flaccidi. Solo il pene che si è indurito quando lei a venuta a sedersi sul letto continua a restare duro. Mi alzo, vado in bagno, mi siedo sulla tazza e do libero sfogo alla mia fantasia. Domenica. Sono, insieme a Katryne, fuori alla porta di casa. Metto il dito sul pulsante e lo pigio. Pochi secondi e la porta si apre. Mia madre è sulla soglia. Indossa un pantalone jeans non molto attillato ma che comunque mette in evidenza le meravigliose forme delle sue lunghe gambe e del suo favoloso culo. Una camicia celeste molto aderente aperta sul davanti e annodata in vita le copre il busto. Guardandola di lato si vede una buona porzione di mammella. Non ha reggiseno. Non lo porta mai. I suoi capezzoli premono contro la stoffa della camicia. Al solo vederla mi eccito. Mi sorride. Entro seguito da Katryne. Mia madre appena la vede resta di sasso. Il suo viso esprime stupore.
“Mamma ti presento la mia fidanzata. Katryne, ti presento mia madre.”
“Tu? Tu saresti la ragazza di mio figlio?”
Anche Katryne guarda stupefatta mia madre.
“Tu? Lei è la madre di Robby?”
So che si conoscono perché hanno un rapporto di lavoro. C’è, però, qualcosa nel modo di come si guardano che mi stupisce. Passato il momento di stupore, mia madre abbraccia Katryne.
“Benvenuta nella mia casa e soprattutto benvenuta nella mia famiglia.”
Le prende una mano e la guida nel salone. Si siedono sul divano.
“Sono contenta che tu sia la ragazza di mio figlio.”
“Ed io sono contenta che tu sia la mamma di Robby.”
Le guardo. Mia madre ha, nelle sue, le mani di Katryne. Gli occhi dell’una sono puntati negli occhi dell’altra. Si sorridono. Sembrano due complici. Nascondono qualcosa. Qual è il loro segreto? Mia madre senza distogliere gli occhi da quelli di Katryne mi chiede:
“Robby, figliolo, vuoi raccontarmi come vi siete conosciuti?”
Le racconto tutto.
“Tu, piccolina, non mi hai mai detto di avere un fidanzato.”
“Non me lo hai mai chiesto. Non te l’ò detto per non farti ingelosire.”
Ingelosire? Perché mia madre avrebbe dovuto essere gelosa se Katryne frequenta un ragazzo? Ecco una domanda a cui devo dare una risposta. L’unica che può soddisfare la mia curiosità è mia madre. Dopo, quando avrò accompagnato la mia ragazza a casa, porrò la domanda a mia madre.
“Tesoro. Nel mentre prepari gli aperitivi io e Katryne andremo in terrazzo. Quando sarai pronto ci raggiungerai.”
Tenendosi per mano si dirigono verso l’accesso alla scala che porta nel sottotetto. Le guardo allontanarsi. Preparo gli aperitivi. Metto il tutto su un vassoio e le raggiungo. Loro due sono in terrazza e sono abbracciate. Mia madre ha le mani sulle natiche di Katryne che a sua volta le cinge la vita. Stanno ridendo. Mi fermo a guardarle. Un cattivo pensiero si fa strada nella mia mente. Possibile? No! Non può essere. È solo frutto della mia fantasia. Il mio arrivo non le scompone. Continuano a restare abbracciate. La giornata trascorre senza particolari avvenimenti. Sono le 23.00 quando mia madre propone a Katryne di trascorrere la notte da noi. Katryne, vivendo da sola, non ha problemi ad accettare. Mia madre accompagna la sua ospite a prendere possesso della stanza. Io mi ritiro nella mia camera. Il mio proposito di conoscere il loro segreto salta. Mi spoglio, infilo dei pantaloncini e vado a letto. Mi addormento.
“Vedo la porta aprirsi ed una forte luce invade il buio della stanza. Nel vano della porta si staglia una figura di donna. Mi alzo dal letto e le vado incontro. Anche la donna avanza. Mentre si avvicina mi rendo conto che è nuda. È una fantastica donna. Il mio corpo entra in contatto con il suo. L’abbraccio. Il suo viso prende forma. La conosco. È mia madre. Il mio pene, indurito, preme contro il suo ventre. Lei alza una gamba e con essa mi cinge la vita. Il fallo si posiziona tra le sue cosce e struscia sulle grosse grandi labbra della sua splendida vagina. Le sue braccia sono avvinghiate al mio collo. I suoi occhi fissano i miei occhi. Le sue carnose labbra sono poggiate sulle mie labbra. Mi sta baciando. Il mio fallo tenta di penetrare la vagina. Non ci riesco. Mi innervosisco e allo stesso tempo eiaculo.”
Mi sveglio. È stato un sogno. Il mio solito sogno. Ho avuto un’altra delle tante polluzioni notturne. Ancora una volta l’oggetto del mio sogno è mia madre. È la conferma che la conoscenza di Katryne non è servita a liberarmi dal desiderio di giacere con mia madre. Sono sporco del mio stesso sperma. Mi alzo e vado in bagno a pulirmi. Al ritorno lancio uno sguardo verso la camera dove dorme Katryne. La porta è aperta. Mi avvicino. Il chiarore che filtra attraverso le serrande del balcone illuminano un letto vuoto. Katryne non c’è. Dove puo essere. La casa è al buio. Una luce filtra sotto la porta della camera di mia madre. Katryne è da mia madre. Lo sa che sono le due dopo mezzanotte? Cosa hanno da dirsi che non possono rinviare a domani mattina. Mi avvicino. Sto per bussare quando mi giungono all’orecchio gemiti e miagolii. Cosa sta succedendo? Piano, evitando di fare rumore, apro la porta. Una scena fantastica è sotto i miei occhi. Una scena che ho visto solo in proiezioni di film hard o su riviste porno. Sul letto aggrovigliate tra loro ci sono mia madre e Katryne. Entrambe nude. Mia madre è distesa sul corpo della mia ragazza ed ha le gambe, iguainate in calze autoreggenti nere, allargate ed il bacino sulla faccia di Katryne. Si vedono le grandi labbra della sua vagina e il roseo sfintere. Katryne ha la bocca incollata alla vagina di mia madre e le sta succhiando il clitoride. La testa di mia madre non la vedo perché è nascosta dalle gambe della mia ragazza. La ragione mi fa pensare che sta ricambiando il piacere che la sua futura nuora le sta regalando. Ogni tanto dei nitriti rompono il silenzio della stanza. Annunciano il raggiungimento di furiosi orgasmi. Sono impietrito. Non riesco a muovermi. Il mio fallo è cresciuto ed è diventato duro come l’acciaio. Quella scena è come la musica degli incantatori di serpenti. Il deretano di mia madre è un magnete. Mi attira. La mia frustrazione di possedere mia madre va a farsi benedire. I miei sogni si stanno concretizzando. Mi sfilo i pantaloncini e con il cazzo rigido e pulsante mi avvicino al letto. Le due lesbiche non si accorgono del mio sopraggiungere. Salgo sul letto. Appoggio le mani sulle natiche di mia madre. Mi piego sulle ginocchia. Avvicino il glande alla vagina di mia madre e con un’unica spinta la penetro. La figa di mia madre è talmente piena di umori che il fallo nel suo avanzare non trova resistenza alcuna. È come un coltello che affonda in un pezzo di burro. Quando le mie palle urtano contro il suo clitoride sento la voce di mia madre.
“Amore. Finalmente! Ti sei deciso. Sono anni che ti aspetto. Se tardavi a venire sarei venuta io da te e sono certa che ti avrei violentato. Ora stantuffa questo tuo splendito pistone nel mio cilindro con tutte le tue forze. Chiavami.”
La bocca della mia ragazza, che non si è sfilata da sotto il corpo di mia madre, è sulle mie palle. La punta della sua lingua disegna dei cerchi sulla borsa scrotale. Anche se le leccate ai coglioni mi provocano piacere non ho bisogno di essere stimolato. Avere il pene nella vagina di mia madre è quanto di più meraviglioso ed eccitante ci possa essere. È il coronamento di un sogno che credevo impossibile da realizzare. È la fine di anni di polluzioni notturne e di seghe. Sto chiavando mia madre. Mi stendo sulla sua schiena. Le passo le braccia intorno al torace e vado ad ancorare le mie mani sulle sue poderose mammelle. Dio come sono dure ed allo stesso tempo morbide. Ed i capezzoli? Sono due grossi bulloni che premono contro il centro delle mie mani. La mia bocca e in vicinanza del suo orecchio. Lo bacio. Le parlo.
“Mamma. Non riesco a rendermi conto. Ho il pisello nella tua pussy. Ti sto realmente chiavando. Dimmi che è vero, che questo non è un sogno. Quanto tempo ho perso a fantasticare su questo momento. Mamma ti amo.”
Lentamente ritraggo il mio pene dalla sua vagina e prima che fuoriesca del tutto lo riaffondo in quel splendido orifizio. Il mio glande incontra il suo utero. Per alcuni minuti continuo in questa pratica. È una senzazione meravigliosa. Sto toccando il cielo con le mani. Il respiro di mia madre si fa affannoso. Incomincia ad emettere dei piccoli nitriti. Aumento il ritmo. Dalla passeggiata passo al trotto. Un nitrito più lungo è l’annuncio di un orgasmo seguito a breve distanza da un secondo e poi da un terzo ancora. La vagina di mia madre è un lago. Gli umori che superano la barriera ostruzionista del mio cazzo vanno ad inondare la bocca di Katryne che li accoglie e li ingoia con golosità. Il trotto diventa galoppo. Mia madre incomincia a sbuffare ed a nitrire con più frequenza. Un urlo agghiacciante si diffonde nella stanza. Katryne si blocca. La sua bocca è ferma, immobile, sul clitoride di mia madre. Sento il corpo di mia madre tremare. Il bacino da un colpo all’indietro. La sua testa si gira a guardarmi. Mi porge la bocca. La bacio.
“Robby. Figlio mio. Amore.”
È quello il momento in cui giungo al godimento. Il mio cazzo spara una serie di fiotti di sperma nella vagina di mia madre.
“Bambino mio. Sì. Così. Vienimi dentro. Oh! Come è calda. Mi stai riempendo. È fantastico. Mio figlio ha goduto nel mio ventre.”
Non la sento più. Ha perso conoscenza. Resto disteso su di lei e con il cazzo duro dentro la sua vagina. Katryne con poche accorte mosse si sfila da sotto il corpo di mia madre e va ad appogiare le spalle alla testata di legno del letto. Si posiziona davanti alla testa di mia madre. Ha le gambe dilatate a compasso. Il fulcro, il centro di quella dilatazione è la sua pussy. Contrariamente a quella di mia madre che ha conservato un ciuffo di peli sul pube la vagina di Katryne è completamente depilata. Le sue grandi labbra sono grosse e le rosse creste delle piccole labbra emergono dalla fenditura che le divide. Si vede anche il grosso clitoride che lei accarezza con le dita della sua mano.
“Amore. Quando ho visto il tuo coso penetrare la vagina di tua madre la mia eccitazione e salita a mille. Ho goduto a guardare il tuo pisello stantuffare nella fica di tua madre. Mi hai offerto uno spettacolo fantastico. Ti è piaciuto chiavare tua madre? Non stupirti di sentirmi parlare di quanto è accaduto. Io amo tua madre. Una settimana dopo averla conosciuta sono diventata la sua amante. Ne io e ne lei siamo lesbiche. Durante questi mesi tua madre mi ha confessato di essere innamorata di suo figlio e anelava a possederlo. Non sapevo che tu fossi suo figlio. Quando questa sera l’ho scoperto ho detto a tua madre che l’avrei aiutata a farsi chiavare da suo figlio. Sapevamo entrambe che non avresti resistito allo spettacolo che ti avremmo offerto. Infatti così è stato. Ora è sotto di te e il tuo cazzo è ancora dentro di lei. Quando recupererà i sensi continua a fotterla. Questa è la vostra notte. Se vuoi posso restare a guardarvi. Altrimenti mi ritiro nella mia camera. Un ultima cosa. Quello che ha detto è vero. Se tu non venivi sarebbe lei piombata nella tua camera e ti avrebbe cavalcato. Il desiderio di impalarsi sul tuo cazzo era talmente forte che non ci sarebbero state ragioni a trattenerla.”
“Tesoro. Preferisco restare solo con lei. Ho molte cose da dirle. Non è che mi dispiaccia fartele sentire ma è che, per ora, voglio che sia solo lei ad ascoltarmi. In quanto a noi due dobbiamo al più presto sposarci. Io ti amo e desidero che tu diventi mia moglie.”
“Vuoi sposarmi nonostante sai di me e di tua madre. Mi stai chiedendo di vivere sotto lo stesso tetto insieme a tua madre e dividere con lei il tuo giaciglio?”
“Non hai detto che è la tua amante? Quale migliore soluzione. Io vi amo entrambe.”
“Ti rendi conto di cosa mi proponi? Comunque ti dico subito che accetto. Quando pensi che potremmo sposarci?”
“Lo faremo decidere a mia madre. Di una cosa sono sicuro. Che il giorno del matrimonio non ti voglio vergine. Ora vai. Mia madre sta tornando in sé.”
“Domattina non mi troverete. Starò lontana fino a quando tua madre mi chiamerà. Non infierire. Trattala bene. Amala. Lo merita. Ciao!”
Scende dal letto mi da un bacio sulla bocca; si china a baciare mia madre sulla guancia e va via. Sfilo il fallo dalla vagina di mia madre e mi distendo sul letto. Aspetto che si riprenda completamente. Ancora pochi minuti. Torna in se. Si solleva sulle braccia e si abbandona con la testa sulla mia pancia e con il viso rivolto verso il mio pube. Ho il fallo duro e svettante.
“Robby, bambino mio. Hai un pene che è magnifico. Oltre che essere lungo è anche grosso. Quanta superbia è in lui. Sono contenta di aver dato ospitalità a cotanta meraviglia. Ma sono anche felice perché il mio ometto mi ha posseduta. Figlio mio ti amo. Quando sei entrato in me ho toccato l’apice della felicità. Mi sono sentita piena di te. Sei il mio primo uomo da quando sei nato. Sapessi quanto ho desiderato che questo momento giungesse. Sapevo che anche tu mi desideravi. Ti ho spiato. Ti ho sentito fare il mio nome mentre ti masturbavi. Più volte ti ho provocato. Tu, invece, ti sentivi bloccato dal fatto che sono tua madre. Mi hai detto di amarmi, di desiderarmi ma ti rifiutavi di saltare il fosso. Io non ce la facevo ad aspettarti. Ogni volta che ti vedevo la mia pussy miagolava. Il mio corpo fremeva. Davo sfogo al mio desiderio di averti masturbandomi immaginando che questo stupendo arnese che è davanti ai miei occhi si adoperasse per calmare i miagolii della mia micia. Stavo impazzendo. Avevo deciso che avrei fatto un ultimo tentativo e se falliva ti avrei violentato. Poi è arrivata Katryne. La mia ancora di salvezza. Che era la tua ragazza l’ho saputo solo ieri mattina. Da quando hai visto ci amiamo. Dopo una settimana che la conobbi divenne la mia amante. Fu anche il mio confessore. Le confidai il mio sogno di farmi possedere da mio figlio. Restò sbigottita. Per giorni non ne parlammo. Una sera stavamo, nude, sul divano del mio ufficio; avevamo da poco finito di fare sesso. Lei era distesa sul mio corpo. Riapri il discorso dicendo che se volevo mi avrebbe aiutata a farmi amare da mio figlio. Per essere precisa usò il termine chiavare. Disse: -ti aiuterò a farti chiavare da tuo figlio-. Eccoci qua. Ha mantenuto la promessa. Mi hai chiavato e sei stao magnifico. Ho goduto come non mai. Mi hai riempita del tuo caldo sperma. Da questa sera il mio corpo ed io ti apparteniamo.”
“Mamma, il fatto che sono tuo figlio non ti ha mai fatto sorgere dubbi? Non hai mai pensato che fare sesso con me è sbagliato? ”
“Oh! Sì! Quando ho incominciato a desiderarti come uomo è stato il mio incubo. Mi sono detta e convinta che quello che mi avrebbe chiavata non era mio figlio ma un uomo. Mi sono innamorata di te come uomo. Trascinarti nel mio letto è stato più forte.”
“Per me invece è diverso. Io sono innamorato di te perché sei mia madre. Il mio sogno è stato sempre quello di entrare nel letto di mia madre. Desideravo chiavarti perché sei mia madre. Questo mi faceva paura. La ragione mi diceva che il desiderarti era sbagliato. Speravo che, conoscendo Katryne, avrei smesso di pensare a te. Invece Katryne è uguale a te. Fisicamente ti somiglia in un modo impressionante. In lei vedo te.”
“Benedetto il giorno in cui l’hai conosciuta.”
“Mamma, io Katryne la voglio sposare. Però non voglio perderti.”
“Stai tranquillo che non mi perderai. Ora che ti ho trovato come uomo non ti lascerò scappare. Noi tre vivremo in questa casa. Katryne sara tua moglie ed io sarò la tua concubina. È meglio dire che sarò l’amante tua e di tua moglie.”
“Devo anche confessarti che tu sei la prima donna con cui faccio sesso.”
“Stai dicendo che quando hai messo il tuo fallo nella mia vagina eri vergine? Non hai mai chiavato una donna? Nemmeno una prostituta?”
“No! Questa è la mia prima chiavata.”
“Non hai fatto sesso nemmeno con Katryne?”
“Niente. Katryne fisicamente ti somiglia troppo. Non ho mai tentato perché ogni volta che ci pensavo vedevo te al suo posto.”
“Povero amore di mamma. Mi hai tanto desiderato da rinunciare di andare anche con altre donne. Mi rendi la donna più felice della terra. Ho per amante un giovane uomo che non ha mai fatto sesso con altre donne. La sua prima chiavata l’ha fatta con me, sua madre. Io ti ho sverginato. Meriti un premio.”
Avvicina la mano al pene e lo circonda con le dita.
“Come è grosso, non riesco a chiudere le dita intorno alla sua circonferenza. Ed è anche lungo. Figlio mio hai un cazzo stupendo.”
Solleva la testa dalla mia pancia e l’avvicina al fallo. Con la mano tira giù la pelle ed il grosso glande appare. Vi poggia sopra le sue grandi labbra e vi schiocca un sonoro bacio. Le sue labbra percorrono baciando la intera lunghezza del grosso cavernoso muscolo. Arriva sulle palle. Apre la bocca e le attira nel suo cavo orale. Con la lingua lecca la borsa scrotale. La succhia. Con la mano mi fa un su e giù. Il pene incomincia a crescere. Si indurisce. Mia madre libera i coglioni dalla sua bocca. La sua lingua lecca la mia asta di carne. Sale leccando lungo la superficie. Giunge alla fine. Dalla fessura posta in cima al violaceo glande fuoriescono goccioline di liquido preseminale. Mia madre le lappa. Le sue labbra si dischiudono. Il glande entra. Lei lo avviluppa con la lingua e lo lecca. Dilata la bocca ed io affondo il pene nel caldo cavo orale. Il glande incontra la sua ugola. La lingua si attorciglia intorno al grosso corpo cavernoso. Lo lecca. Lentamente tira indietro la testa facendo fuoriuscire parte del mio cazzo dalla sua bocca per poi farlo scivolare dentro. Tenuto conto delle notevoli dimensioni del mio pene mi meraviglio che riesca a farlo penetrare per intero nella sua bocca. Ha messo in funzione la giostra. Mi sta facendo un pompino. Senza interrompere l’azione, solleva la testa quel tanto che basta a puntare i suoi sorridenti occhi nei miei. Una sua mano ha circondato i testicoli e, quando sente aumentare i miei gemiti, li strizza impedendomi di godere. I movimenti della sua bocca sono lenti e contrastano con le veloci vibrazioni della sua lingua. È un pompino fantastico quello che mia madre mi sta facendo. Mi tiene all’apice del piacere senza farmi esplodere. I miei guaiti diventano sempre più deboli. Mia madre capisce che non riesco più a reggere la fantastica azione della sua bocca intorno al mio fallo. Aumenta il ritmo. Il cazzo entra ed esce dalla bocca di mia madre sempre più velocemente. Il momento arriva. Inarco la schiena. Mia madre arresta il movimento della bocca e attende. Un grugnito esplode dalla mia gola. Sento il piacere salire lungo il condotto uretrale. Fiotti di sperma inondano la cavita orale di mia madre. Il suono caratteristico della deglutazione mi comunica che mia madre sta ingoiando il mio liquido seminale. Con una mano munge il muscolo cavernoso per far uscire eventuali resti. La sua lingua lappa le ultime gocce di sperma. Con un sospiro di soddisfazione per quanto ha compiuto struscia il suo corpo sul mio portando la sua testa al livello della mia. Le sue poderose mammelle sono schiacciate contro il mio torace. I capezzoli, duri come bulloni di acciaio, premono sul mio petto. I suoi occhi sono puntati nei miei. Mi sorride.
“Piccolo mio. Ti amo. Dalla quantità di sperma che hai depositato prima nella mia fica e poi nella mia gola mi hai fatto capire quanto forte è il tuo desiderio di avermi.”
“Mamma. Vorrei avere la capacità di entrare dentro di te con tutto me stesso. Ho ancora molto da regalarti. Ora, ti prego, fammi vedere da dove sono uscito. Voglio vedere come è fatta.”
“Vuoi vedere la mia pussy? Non ne hai mai visto?”
“Solo sulle riviste e giornali porno e su internet.”
La dea della bellezza scende dal letto. Si siede sulla poltrona. Alza le gambe le allarga al massimo e poggia una su un bracciolo e l’altra sull’altro bracciolo. Le sue mani si posano sulle grandi labbra e esercitando, con le dita, una pressione verso l’esterno le apre. Dio, che fantastica visione. Due gonfie e pulsanti piccole labbra fanno da ali all’orifizio vaginale. Uno stupendo roseo clitoride sovrasta le piccole labbra. Ha il glande proiettato in avanti. Per essere un clitoride è di notevoli dimensioni. Di poco più sotto un altro organo è mostrato. Un violaceo zigrinato sfintere circonda l’entrata del suo buchetto anale.
“Ti piace? È di tuo gradimento?”
“Mamma ho sempre pensato che la vagina e tutto quello che contiene insieme al resto che la circonda fosse la prima meraviglia del mondo. La natura ha espresso il meglio di se stessa quando l’ha creata. La tua micina è la concreta dimostrazione di quanto ho ragione.”
“Io, invece, ho sempre pensato che fosse il cazzo ad essere la prima meraviglia del mondo. Il tuo ne è la conferma. Questo è un giorno fantastico. Le due meraviglie si sono incontrate e si sono parlate. Quello che si sono dette è stata musica celestiale. Vieni. Continua a giocare con la mia pussy. Essa ti appartiene. Falla divertire.”
Mi inginocchio tra le sue gambe. Lentamente avvicino la testa alla meraviglia. La mia bocca entra in contatto con le grandi labbra. Le tratto come le labbra della bocca. Le prendo una per volta con le mie labbra e le bacio. Le lecco. Mia madre geme. La mia lingua si fa strada tra le piccole labbra e si introduce nell’orifizio vaginale. Le imprimo un movimento fatto di vibrazioni e di toccate veloci con la punta sulle pareti vaginali. La fica di mia madre incomincia a bagnarsi. Dall’uretra tramaciano abbondanti fiotti di liquido denso e giallognolo. Lappo quel succoso nettare. Mia madre mi afferra la testa con le mani e la spinge contro la sua vagina.
“Sì! Cosììììì. Ancora. Ancora. Mio giovane amante. Non fermarti. Continua. Dio, come è bello.”
Sposto la bocca sul clitoride. Schiudo le labbra e lo prendo serrandolo tra esse. Con la lingua lo stuzzico. Sento che si indurisce. Sta anche crescendo. Lo mordo. Introduco due dita nella vagina e la fotto. Continuo a succhiare il clitoride. Le pratico un pompino. Mia madre serra le gambe intorno alla mia testa. I suoi ormoni colano direttamente nella mia bocca. Li ingoio. Sono gustosi. Un nitrito prorompe dalla gola di mia madre. Uno spaventoso orgasmo l’à invasa. Mi libero dall’abbraccio delle sue gambe. Mi alzo e mi chino su di lei. Aiuto il mio cazzo a trovare la strada della porta della sua vagina. Il glande è sull’orifizio vaginale. Non ho bisogno di spingere. Il pene scivola dentro il ventre di mia madre senza sforzo alcuno. Mia madre mi circonda con le sue gambe e le va ad incrociare dietro la mia schiena. Con i muscoli vaginali esercita una piacevole pressione sul mio cazzo. Mi sta mungendo.
“Mamma. Mamma. Ti amo.”
Stantuffo il mio cazzo nella sua fica con lentezza.
“Figlio mio. Dici di non aver avuto altre donne. Non ti credo. Dimmi chi è la tua maestra? Hai un modo di chiavare che è da mille ed una notte. Sei esasperante. Mi fai impazzire.”
“Mamma ti giuro, la mia prima donna sei tu.”
Dentro, fuori. La giostra continua. Sotto gli affondi del mio cazzo nella sua vagina mia madre ulula. Lancia grida di piacere. Gli orgasmi si susseguono uno dietro l’altro. Le sue unghia affondano nelle mie spalle. Mi graffia la schiena. Aumento il ritmo. Come un forsennato la chiavo con violenza. Le sue urla riempiono la stanza. Meno male che siamo all’ultimo piano di un palazzo antico con mura di 70 cm di spessore. Il suo corpo è preda di forti convulsioni. Mia madre sta godendo.
“Sì! iiiiihhh! Sì! Sìììììììì.”
Ancora una volta perde conoscenza. Ancora una volta scarico dentro il suo ventre il mio liquido seminale. Esausto, sfilo il cazzo dalla sua vagina e mi distendo sul letto. Lei è sulla poltrona con le gambe dilatate poggiate sui braccioli. Dalla sua fica cola sul pavimento il mio sperma miscelato al suo. Passano alcuni minuti. Si riprende. Si alza. Mi guarda. Mi sorride.
“Amore. Figlio mio. Non credere di aver portato a termine il tuo compito. Ho la fica in fiamme. Questa non è la nostra notte. Essa è la mia notte e tu dovrai cavalcarmi fino a sfiancarmi.”
“Mamma. Guarda che non è più notte. Oramai è l’alba e fra poco dovrai andare in ufficio.”
“Non preoccuparti del mio lavoro. Pensa invece ad armare il tuo fucile e tenerlo pronto per quando ritorno.”
“Dove vai?”
“A fare una doccia. Ho le gambe tutte imbrattate del tuo e mio sperma per non parlare della micina che ne è piena.”
Nel mentre l’aspetto chiudo gli occhi e proietto nella mia mente l’attimo della mia prima penetrazione. Aveva ragione Katryne che non avrei resistito. Ho davanti agli occhi le stupende bianche chiappe dilatate di mia madre che offre le sue meraviglie agli esperti baci ed alle sapienti leccate della lingua di Katryne. Mi rivedo, nudo e con il fallo duro come l‘acciaio, avvicinarmi a loro due; salire sul letto, portarmi dietro mia madre, poggiare il glande sulla vagina dilatata e gocciolante di umori e penetrarla. Anni di frustrazioni giungono al loro epilogo. Sono entrato con il pene nel ventre di mia madre. L’ho chiavata ed ho scaricato dentro la sua vagina il mio liquido seminale. Il sogno di una vita si è realizzato. Ho chiavato mia madre. Sento una mano circondare il pene e stringerlo.
“Hai il cazzo talmente duro che sembra l’asta di un mazzuola da fabbro. Cosa sta sognando il mio bambino?”
È tornata. Apro gli occhi. L’afferro per le mani e la trascino facendola stendere sul mio corpo. Le sue poderose mammelle sono schiacciate sul mio torace. I suoi grossi capezzoli premono come chiodi sul mio petto. Li sento indurirsi. I suoi ridenti occhi blu mi guardano.
“Mamma è te che sto vedendo. Ho fatto l’amore con te. Non credevo potesse accadere. È stato tutto cosi facile. Dimmi che non ho sognato.”
“Amore mio. Non hai sognato. È veramente accaduto. Abbiamo fatto sesso. Mi hai chiavato ed hai scaricato per ben due volte il tuo sperma nella mia assetato ventre ed una volta nella mia arida gola. E da quando vedo e sento il tuo gladio è di nuovo pronto ad affondare la sua dura lama nel mio corpo. Visto? Non era poi tanto difficile amarmi. Certo c’è ne voluto per farti decidere. La mia attesa non è stata vana. Alla fine sono stata premiata.”
“Ti sono venuto dentro due volte? Non ci sono pericoli?”
“Di cosa? Di una gravidanza? Stai tranquillo. Ho incominciato a prendere la pillola dal giorno che mi dicesti di amarmi e che mi desideravi. Anche se farmi ingravidare da te non mi dispiacerebbe.”
“Dici la verità? Vorresti che ti rendessi pregna? Vorresti che nel tuo ventre crescesse un figlio mio? Tanto mi ami?”
“Non c’è niente di male a fantasticare di farsi ingravidare da un giovane puledro quale tu sei. Ma, purtroppo deve restare un sogno non concretizzabile. Tu sei mio figlio e non è auspicabile essere messa incinta dal proprio figlio. Fa conto che questa mia fantasia non esista. Dimentica quello che ho detto.”
“Non dimenticare che il mio sogno di averti è durato qualche anno. Non poniamo limiti alle nostre azioni. Chissà? Forse un giorno le tue fantasie diventeranno realtà.”
“Non metterti grilli in testa. Noi due non potremo mai avere un figlio nostro.”
“Mai dire mai.”
“Non dire scemenze. Piuttosto parliamo di noi due. Come pensi di gestire il nostro rapporto?”
“Mamma. È talmente grande il mio amore per te che non mi importa niente che il mondo venga a sapere che io entro nel tuo letto; che ti chiavo.”
“Questo è superabile. Qui, in questa città, nessuno sa che tu sei mio figlio. Le uniche a saperlo sono Katryne e la mia agente. Katryne sarà tua moglie. È anche la mia amante. Non dirà niente. L’agente non saprà mai che mio figlio mi cavalca. C’è mia madre, tua nonna. Si rende necessario chiamarla ed informarla. Vedrai. È di mentalità aperta. Si scandalizzerà ma poi lo accetterà. Il compito di informarla spetta a te. Tu sei il suo pupillo. Ti ha cresciuto. Sei stato con lei per ben dieci anni. Mi ha raccontato che hai ciucciato le sue mammelle fino all’età di sette anni. Ti è piaciuto succhiare le tette di tua nonna? Perché non la corteggi? Il nonno non c’è più. È ancora giovane. È una gran bella donna. Entra nel suo letto. Prendila. Falla tua.”
“Sì! Ricordo benissimo le bianche mammelle della nonna. Andavo in estasi quando le succhiavo. Avevano un dolce sapore che non dimenticherò mai. Mamma. Sei proprio una porca. Mi stai spingendo ad entrare nel letto di tua madre. Vuoi che la chiavi?”
“Amore mio. Dobbiamo farla diventare nostra complice. Da quello che sento premere contro la mia pancia, non credo che a te dispiaccia.”
Il pensiero di stringere il corpo di mia nonna tra le braccia mi eccita. Il fallo da duro che già era è diventato d’acciaio. Mi sollevo quel tanto che basta da far si che il glande, aiutato dalla mano di mia madre, poggi sulla entrata della vagina. Lentamente la penetro. Quando il pene è dentro per tutta la sua lunghezza, fermo la spinta e dedico la mie attenzioni al viso di mia madre. Lei mi guarda con occhi carichi di desiderio.
“Sì! Ecco. È cosi che ti voglio. Sempre pronto a zittire la mia pussy. Baciami.”
Porto le mie labbra sulle sue e la bacio. Lei le dischiude ed io introduco la lingua nella sua bocca dove incontro la sua lingua pronta ad ingaggiare un dolce duello fatto di toccate e di avviluppamenti. Dopo pochi minuti tocca alla mia bocca ospitare la sua guizzante lingua. Nel contempo incomincio a muovere il mio bacino. Lo sollevo e lo abbasso. In questo lento movimento il fallo prima esce parzialmente dalla sua splendida vagina e subito dopo rientra. Lei porta le dita di una sua mano sul clitoride e lo titilla. Emette un flebile guaito. Smetto di giocare con la sua lingua e vado in cerca delle sue favolose mammelle. Aggancio uno dei grossi capezzoli con le labbra e lo chiudo in una dolce morsa. Con la punta della lingua lo stuzzico. Lo succhio. I guaiti di mia madre si intensificano. Il suo corpo incomincia a vibrare. Aumento l’andatura. Il pene entra ed esce dalla carnosa vulva di mia madre con sempre più velocità. I guaiti diventano nitriti. Una sequenza di orgasmi le sconquassano il corpo. Le sue braccia mi stringono contro il suo petto. Le dita delle sue mani mi artigliano la schiena. Il mio su e giù diventa un forsennato galoppo. I miei affondi sono violenti. Il glande urta più volte contro il suo utero. Un urlo agghiacciante prorompe dalla sua gola. Sento le unghia delle sue dita affondare nella mia carne. Mia madre sta godendo. Io non le sono da meno. Il mio piacere si unisce al suo. Per la terza volta copiose ondate di denso sperma vanno a riempire la sua vagina miscelandosi con il frutto dei suoi orgasmi. Esausto mi abbandono su di lei. Ho la testa nell’incavo di una sua spalla quando gli occhi mi si chiudono. Cado in un sonno profondo.
Da quel giorno sono passati ben cinque anni. Katryne è diventata mia moglie e mi ha fatto diventare padre di due splendidi bambini. Abbiamo lasciato la casa di città e ci siamo trasferiti in un piccolo paesino della costa: in Normandia. Qui mia madre ha comprato una enorme villa. Con noi c’è anche mia nonna. Sì. Ho dato ascolto a mia madre. Ho seguito il suo consiglio. Ho corteggiato mia nonna e sono entrato nel suo letto. Katryne e mia madre continuano ad amarsi. Hanno tentato di trascinare, senza successo, mia nonna nei loro giochi sessuali. Io mi divido tra loro tre. La mia preferita è e resterà sempre la mia genitrice. Ogni mattina prendiamo il treno che ci porta a Parigi. Io e mia moglie siamo entrati a far parte dell’organizzazione di mia madre. Mia nonna resta a casa a far da baby sister ai bambini. Ora siamo una tranquilla famiglia di provincia.

Commenti

Ritratto di Daniele
Ritratto di Daniele
Inserito da Daniele (non verificato) il Dom, 02/22/2009 - 16:47.

Complimenti sono un lettore assiduo di racconti erotici,ilracconto è stato molto bello e trascinante oltre che avvincente.
Mi auguro che sia una storia veramente accaduta, allora sarebbe veramente da vivere.
se fosse un racconto di fantasia, bisogna veramente riconoscere che chi a steso queste righe sia verasmente in gamba, visto che nonostante sia molto lungo è riuscito a mantenermi attaccato allo schermo fino in fondo sensa annoiarmi o lasciarmi con quel senso di insodisfazione come ti lasciano tanti scritti veramente insulsi.
continua così e avrai trovato un tuo nuovo estimatore.
Tanti saluti e in bocca al Lupo e soprattutto EVVIVA LE DONNE E.........ragnomo59

Ritratto di fausto
Ritratto di fausto
Inserito da fausto (non verificato) il Mar, 03/22/2011 - 18:27.

mmmmmmmmmmmm ho sborrato quando ho letto che inculavi tua madre. poi sono andato nella camera di mia madre con il cazzo nudo. quando lo ha visto si è tolta le mutande e mi ha detto inculami, figlio miooooooooooooooooooooooooooooooo

Ritratto di fausto
Ritratto di fausto
Inserito da fausto (non verificato) il Mar, 03/22/2011 - 18:28.

piacevole ed eccitante