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La mia più bella esperienza (pt. 1)
Mi sono deciso a parlarvi della mia storia perchè ho finalmente superato i miei timori relativamente a quello che è successo circa 7 anni fa. Io ho 26 anni e mi chiamo Marco. Quando stavo per compiere 19 anni accadde qualcosa che segnò la mia vita. Per sempre.
In quel periodo i miei genitori quasi mi obbligarono ad andare dal dentista per una serie di problemi che avevo nella mia cavità orale. Già subito dopo il primo incontro, il mio dentista mi disse che era necessario che io portassi per circa 6 mesi un apparecchio ortodontico. Io non ero per niente d'accordo. Era un momento molto bello della mia vita. Ero fidanzato con una ragazza da due anni, avevo da poco preso la patente e a scuola ero riuscito pure a diplomarmi, seppur con qualche difficoltà. L'idea di montare sui miei denti quel coso che, nonostante sia utilissimo, mi dava l'idea che sarei diventato lo zimbello della compagnia e forse anche la mia ragazza mi avrebbe visto con occhi diversi. Lo so, erano futili preoccupazioni.
Fatto sta che non avevo scelta. Così il dentista mise dentro la mia bocca quell'apparecchietto. Vuoi per la natura contorta dei miei denti, vuoi perchè era di quegli apparecchietti mobili, in quei giorni avevo un mal di denti assurdo. Una sera si e l'altra pure non riuscivo a chiudere occhio, tranne che con l'aiuto di qualche analgesico. Mio padre è un uomo d'affari e per questo motivo è quasi sempre in giro per l'Italia per lavoro. Mia sorella, a quel tempo, conviveva con il suo attuale marito e ogni tanto veniva a trovarci a casa dove vivevamo io e mia madre. Mia madre prima di concepire mia sorella era un'insegnate di storia e filosofia. Dopo il parto di mia sorella decise, però, di dedicarsi solo alla famiglia. Anche perchè il lavoro di mio padre era ben retribuito e devo ammettere che la mia famiglia viveva molto bene anche con un solo stipendio. Una di quelle sere lì, mentre mio padre si trovava in trasferta per lavoro già da due giorni e sarebbe ritornato dopo una settimana, io ero rimasto solo a casa. Mia madre era andata a teatro con una sua amica per assistere alla rappresentazione della Tosca. Si, penso sia andata a vedere la Tosca. Era una delle rare sere in cui, stranamente, il mal di denti mi aveva concesso una piccola tregua. Ero sdraiato sul divano, in cucina, facevo zapping con i programmi in TV e mi ricordo che non avevo preso l'analgesico per attenuare il dolore. Mia madre mi disse di non aspettarla e di chiamarla immediatamente qualora io avessi avuto bisogno di cure o assistenza. Mia madre era molto apprensiva in quel periodo nonostante le ripetessi continuamente che me le cavavo anche da solo. Contento dal fatto che non avevo preso alcun farmaco, decisi di concedermi un piccolo sfizio. A me piace fumare e se dico fumare intendo le "sigarette truccate". Avevo messo da parte un pò di roba buona da fumare e visto che mia madre sarebbe tornata a casa non prima di 2/3 ore mi misi subito all'opera. Nel giro di una ventina di minuti mi ritrovai storto sul divano a cercare canali per adulti sul satellite. Mangiai un paio di merendine per alleviare la fame, ne feci un'altra e infilai nel lettore DVD un bel pornazzo. Non mi accorsi di come fosse volato il tempo. Anche se da solo, avevo trascorso una bella serata. Nel delirio ero riuscito pure a chiamare e ad augurare la buonanotte alla mia ragazza. Mi ero anche preoccupato di spalancare le finestre e spruzzare un pò di deodorante per ambienti in cucina, giusto per togliere la puzza di fumo. Mia madre fuma e forse anche per questo motivo non riesce a distinguere la puzza di fumo di una sigaretta da quella di una sigaretta truccata. Io non fumo sigarette ed eventualmente avrei usato la solita scusa:"...sono passati a trovarmi due miei amici, hanno fumato qualche sigaretta.." Però ero sverso e quello difficilmente avrei potuto nasconderlo. Così decisi di andare a dormire, dopo aver controllato che fosse tutto in ordine. Ricordo che poco dopo aver preso sonno, mi svegliarono delle dolci paroline sussurrate nell'orecchio:"..vedo che stai già dormendo tesoro, io vado a nanna..". Capii che era mia madre appena tornata. Mi diede un bacio sulla guancia e uscì dalla mia camera, socchiudendo la porta. Mi ero svegliato e mentre provavo a riprendere sonno, sentivo che mia madre parlava al telefono con una sua amica. Rideva e, da quanto riuscivo a sentire, parlavano di un tale incontrato a teatro quella sera che si era messo a fare il cascamorto con mia madre e la sua amica. Sentivo: "...ma ti rendi conto!?..Poi si avvicina e mi dice:..il teatro è stato sempre la mia passione! Ahahahaha". Stavano prendendo per il culo quel tipo. A quel tempo mia madre era nel pieno della sua femminilità. Alta 1,78, pesava circa 65 kg, capelli ricci neri e lunghi, occhioni grandi color castano chiari, una seconda piena e una taglia 40 credo. Vi dico che era una bella signora anche perchè ero costretto, ogni tanto, a sorbire le battutine dei miei amici sulle potenziali prestazioni a letto di mia madre. Cose da ragazzi, io non me la prendevo più di tanto ma avevo sempre visto mia madre come tale. Non mi era mai sfiorato il pensiero di vederla come una donna come tante. Zero. Chiusa la telefonata iniziò ad insospettermi il comportamente di mia madre. Rimase in cucina e socchiuse la porta della cucina. La mia cameretta era attaccata a quella della cucina e quindi potevo benissimo intuire se fosse lì o in un'altra camera. Un pensiero improvviso prese il sopravvento: vuoi vedere che ho dimenticato qualcosa in cucina e mi ha sgamato? Dovevo controllare con i miei occhi. Mi alzai dal letto e quasi in preda al panico mi diressi verso la cucina. Appena entrai vidi che mia madre era sul divano, guardava il tg della notte. Si girò di scattò e mi chiese: "Tesoro, stai male!?"
"No...no...no..mamma..tranquilla...devo solo bere.." Mia madre non aveva scoperto nulla e io mi tranquillizzai. Scambiammo due parole sullo spettacolo che aveva visto e mentre stavo per ritornare in camera mia mi disse con aria sarcastica: "Marco..tesoruccio..la prossima volta che fumi ti stacco le mani...hai capito!?"
"Fumi??" provai a fare lo gnorri.
"Si..hai fumato..c'è puzza in cucina e..."
"Si..sono passati due miei..."
"...e quando ti ho dato il bacio della buonanotte poco fa...sentivo puzza di fumo dalla tua bocca!"
Mannaggia...non mi ero lavato i denti. E mia madre pensava che fumassi sigarette.
"Io fumo, lo so. Sono una stupida e me ne rendo conto. Non voglio giustificarmi ma alla mia età è più difficile smettere perchè sono troppi anni, ormai, che fumo".
"Mamma ti posso spiegare..cioè.."
"Non voglio che mio figlio fumi, anche perchè sei giovane e non puoi rovinarti la vita per queste stronzate..."
"Scusa.." mi rassegnai. Non vedevo via d'uscita. Meglio accettare il fatto che lei creda che io fumi sigarette che non quelle truccate.
"E spero proprio che tu non abbia nient'altro da nascondermi..." Cambiai colore e lei se ne accorse immediatamente. "Marco??..non mi piace quella faccia.."
"Quale faccia mamma!? Sono solo dispiaciuto per il fatto che hai scoperto..."
"Avvicinati...voglio vederti bene in faccia..." Ero rimasto davanti la porta della cucina perchè nelle mie intenzioni c'era l'idea di sparire immediatamente da quella camera ed andare a letto.
"Ma cosa c'è? Perchè ti stai innvervosendo?" feci io.
"Sono assolutamente tranquilla e lo sai. Voglio solo vederti da vicino...vieni!". Mica scema mia madre. Per farla breve vi dico che scoprì i miei occhi arrossati, fui costretto a confessare. Lei capì che non fumavo sigarette (infatti era vero) ma facevo qualcosa di peggio anche se non frequentemente. Dopo essermi beccato mezz'ora di rimproveri mi chiese di prendere quello che mi era rimasto e di consegnarglielo immediatamente in modo che lei potesse buttarlo nella spazzatura. Dato che, per l'entità dei rimproveri credo mi sia andata anche di culo (mi aveva promesso infatti che non l'avrebbe detto a mio padre), mi decisi a seguire i suoi ordini senza fiatare, sperando che la serata si concludesse il prima possibile. Appena mia madre prese in mano la bustina con la roba dentro mi accorsi che per una frazione di secondo le si illuminarono gli occhi. "Adesso va a dormire che è tardi!" Mi afferrò la guancia destra con due dita, mi diede un bacio e mi disse ancora "Se ti becco la prossima volta non avrai riservato questo trattamento alquanto clemente...ok!??"
"Si mamma, va bene.." risposi tenendo gli occhi abbassati e andai in camera mia". Così come mia madre è molto perspicace, anch'io non impiegai molto a capire che non era proprio turbata dal contenuto della mia bustina. Lei andò in camera da letto e fece una cosa che non aveva mai fatto prima. Chiuse la porta. A chiave. "Non mi dire che mia madre...no...sono solo le mie fantasie.." pensai mentre mi accingevo a mettermi sotto le coperte. "E se non l'ha buttata?? Lei è andata via dalla cucina immediatamente...e poi quello sguardo quando l'ha vista....". Mi alzai dal letto e pian pianino mi recai verso la camera da letto. Mi abbassai per spiare dal buco della serratura. Non si vedeva il letto ma la finestra che dava sul balcone era aperta. Aspettai ancora un pò, la luce era accesa, non riuscivo a vedere mia madre però sentivo che era lì e stava facendo qualcosa. Ad un tratto mi accorsi di una piccola nube di fumo che usciva dalla finestra. "Cazzo..." pensai immediatamente. Mia madre non aveva l'abitudine di fumare in camera da letto. Diceva che la puzza di fumo le dava fastidio durante la notte. La prima cosa a cui pensai, pensate un pò, era che mia madre stesse consumando la mia roba. Mi preoccupavo di esser stato preso per il culo. "Ah si? Non la butti e la tieni per te? Mi fai la ramanzina e poi...". D'istinto bussai alla porta quasi incazzato. "Voglio vedere adesso la sua faccina.." pensai mentre ghignavo.
"Marco?? Che c'è?..Stai male?"
"No no mammina. sto benissimo. volevo solo dirti una cosa.."
"Non posso adesso, mi sto spogliando..."
"Dai..." alzai il tono della voce. "Sono tuo figlio ricordalo...mi hai trasmesso tu stessa la tua perspicacia.."
La porta si aprì ma lei non la spalancò per farmi entrare. "Che è sta storia della perspicacia?" disse con uno scatto d'orgoglio. "Eh, eh eh che lo so...si sente la puzza..." dissi ma senza guardarla negli occhi. Era mia madre, mica un'amica qualunque. Mi lasciò entrare. Fortunatamente per entrambi (io ero ancora sotto gli effetti di quello che avevo fatto prima che lei tornasse a casa, lei era in rampa di lancio per quello che stava facendo) ci ritrovammo a rullare insieme come due amici qualsiasi. Iniziamo a delirare e sparare le cavolate tipiche di quelle situazioni. Eravamo sdraiati sul letto matrimoniale a ridere come due adolescenti. Mi chiese di restare a dormire sul suo letto anche perchè eravamo troppo in botta per pensare ad altro. Fumavo con mia madre e mi divertivo pure. In quel momento era la cosa più bella che io avessi mai vissuto. Non sapevo che mi sarei ricreduto subito dopo, riguardo alla mia esperienza più memorabile. Quando spense le luci e ci infilammo sotto le coperte, lei iniziò a massaggiarmi i capelli.
"Scusami se prima ti ho sgridato...e scusami se come mamma ti devo dare questo cattivo esempio..."
"Mamma non devi scusarti...abbiamo concordato che senza farne un abuso può essere una situazione piacevole.."
"Si..ma per me è imbarazzante Marco, sono tua madre, fumare con te..dai.." mentre continuava a disegnare strane traiettorie sui miei capelli con le sue mani.
"Mamma non ci pensiamo più...altrimenti non ci godiamo il viaggio..ormai l'abbiam fatto..quindi" risposi sorridendo.
"Ahaha..è vero.." scoppiò a ridere."Comunque domani che sarò più lucida ne riparliamo bene.."
"Si mamma.."
"E i denti?" se ne ricordò. "Non ti fanno male?"
"No mamma e devo dire che anche per questo motivo, stasera, mi sono lasciato tentare da.."
"Ahah, povero il mio tesoro..." sorrise ironicamente. "Vieni qua, abbracciami.." disse.
Nel buio della camera mi girai verso di lei e ci abbracciammo. Restammo qualche secondo abbracciati e sdraiati sul letto. Riuscivo a malapena a distinguere i suoi occhi e il suo naso. Eravamo faccia a faccia abbracciati, tant'è vero che sentii che il suo respiro cambiò ritmo all'improvviso. "Adesso dormiamo..." sussurrò e fece per darmi un bacio sulla guancia ma il bacio mi arrivò tra la guancia e le labbra. Sorrise: "Tra il buio e l'effetto di sta cosa..non vedo na mazza..". Riprovò con il bacioma stavolta fui io a cercare le sue labbra. Riuscii a darle un bacio a stampo. Lei si fermo un attimo. Il respiro si fece sempre più affannoso. D'istinto la afferrai per i fianchi e la portai più vicina a me. "Marco..co.." balbettò. Avvicinai le sue labbra alle mie e iniziammo a baciarci come due focosi amanti. Era soprattutto lei a cercare la mia lingua con la sua, mentre io iniziavo a palparle i glutei. Mi sembrava di sognare. Stavo limonando (e che limonata!) con mia madre.
Lei assecondava il mio istinto. Anzi si dava da fare più di me. Con la sua mano sinistra scese sul mio cavallo e iniziò a tastare il mio pacco. Il pene mi si indurì all'istante. "Vediamo se sei veramente figlio di tuo padre.." disse con aria decisa. Mi sfilò i pantaloni del pigiama, quasi strappò gli slip che indossavo. Si portò dietro la nuca i capelli e affondò la sua bocca sul mio cazzo. "Ahh..aah" feci in estasi. "Sei tale e quale tuo padre..." disse tra una boccata e l'altra. Non ebbi nemmeno il tempo di godermi il pompino, le discostai la testa e iniziai a sborrare fiumi di sperma. "Si..figlio mio..godi..fai vedere il tuo seme.."... ...
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I vostri commenti
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Intrigante,particolare emafraio mia moglie ed il pediatra
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...e non avete mai pensato,mafraio mia moglie ed il pediatra
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Sono convinta che un veroPaola80Una strana nottata
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"Certo lo stile di scritturafriendLa mia prima penetrazione doppia
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a quanto pare non piace afriendLa mia prima penetrazione doppia



