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Gen
30

Amore di mamma

By Farfallina // // 1 Commenti // letto 8818 volte
Amore di mamma, racconto erotico incesto

Mia madre non voleva che la chiamassi "Mamma", specie alla presenza di estranei, preferiva che mi rivolgessi a lei attribuendole il nome di battesimo: Dorothy. Sosteneva che dovevamo mantenere un contegno amichevole, mostrandoci agli altri come fossimo due amici anziché madre e figlio, forse è questa la ragione che ci ha spinto a diventare compagni di letto, oppure è stato il destino a decidere per noi.
Gli anni della mia adolescenza sono state stagioni bollenti, specie se raffrontati a quelli dei miei coetanei. Sino all’età di vent’anni sono rimasto legato all'ombelico di mia madre, prigioniero di un rapporto incestuoso, ma compiaciuto dall'appagamento che sapeva offrirmi il suo incantevole corpo.
Di diverso rispetto agli altri ragazzi avevo che ero stato educato da una infinità di padri anche se avrei desiderato possederne uno solo, il mio. Con mia madre avevamo abitato a lungo a Los Angeles, poi c’eravamo trasferiti a Santa Monica in una villa con piscina nella Hollywood Hills, località prediletta dalla comunità di artisti che operano nell'ambiente del cinema.
Mia madre, prima d'intraprendere la carriera di attrice, aveva preso parte a numerosi concorsi bellezza. Nel 1985 si era persino aggiudicata la fascia di Miss California. Come attrice non era granché, tuttavia era fornita di belle tette e di un corpo da fare impazzire gli uomini.
Come molte attrici del suo stampo intratteneva amicizie con produttori, registi e attori in grado di farle ottenere parti, seppure di poco conto, in qualche sit-comedy e in film di bassa qualità creati per la televisione. In cambio di questi favori mia madre andava a letto con ognuno di loro, e non era per niente angosciata dal farlo perchè riconoscente per il lavoro che gli procuravano.
Negli Studios' c’era chi la considerava una ninfomane, ma non lo è mai stata, e non la è ora, ma ha sempre avuto un dannato bisogno di fare sesso, un bisogno che l'ha spinta a darsi indifferentemente a uomini e donne. E' questa la ragione per cui non so chi sia mio padre, probabilmente nemmeno lei sa di chi sono figlio, credo. Le rare volte che gliel'ho chiesto mi ha raccontato che sono frutto di una lunga storia d'amore finita male. Ho sempre fatto finta di crederle anche se so che non è la verità.
La storia d'incesto di cui mia madre ed io siamo stati a lungo protagonisti ha avuto inizio quando avevo l’età di sedici anni. Tutto ebbe inizio la mattina in cui si sviluppò un incendio nei locali adibiti a laboratori della scuola che frequentavo. Il preside, preso atto dell’incendio, comandò l'immediata evacuazione dell'edificio scolastico. Quel giorno, dopo che i vigili del fuoco, sopraggiunti a sirene spiegate con un grande dispiegamento di uomini e autopompe estinsero le fiamme, tornai a casa in anticipo rispetto al solito.
Districandomi nel traffico cittadino, in sella alla mountain bike, mi precipitai verso casa infilandomi fra un'automobile e l'altra. Risalii i cordoli dei marciapiedi, eludendo buche e avvallamenti, impaziente di raggiungere casa e raccontare a mia madre dell’incendio scoppiato a scuola.
La giornata era umida, l'aria irrespirabile, il caldo soffocate. Quando raggiunsi la nostra abitazione avevo la camicia imbrattata di sudore. Abbandonai la mountain bike sul terreno erboso davanti casa e mi precipitai oltre la porta d'ingresso. Gridai più volte il nome di mia madre per attirare la sua attenzione, ma di Dorothy non c'era traccia in nessuna delle stanze.
Quando la intravidi se ne stava in giardino in compagnia di Brenda.
Nuda e con le gambe divaricate, era seduta su una delle poltrone gonfiabili al margine della piscina. La sua migliore amica, Brenda stava inginocchiata davanti e affondava le guance fra le cosce di mia madre.
Entrambe parevano nutrire piacere da quella posa, ma nella mia beata ingenuità non riuscivo a comprendere come Brenda potessero godere nel prendere in bocca il sesso di un'alta donna o farselo leccare come stava succedendo a mia madre.
Il culo di Brenda era fantastico. Non indossava reggiseno, calzava un paio di zoccoli di legno con tacchi alti e un tanga sottile nero che naufragava nei glutei rendendo le parti sporgenti particolarmente seducenti, perlomeno ai miei occhi, lasciandomi senza fiato.
Mia madre e la sua amica non si accorsero della mia presenza, ed io feci di tutto per non farmi scorgere interessato com’ero alla loro rappresentazione. A quell'età, al pari dei miei coetanei, avevo già conosciuto il piacere originato dal toccarmi il cazzo. Nella solitudine della stanza da letto avevo preso l'abitudine di spararmi delle seghe, una dietro l’altra, ma sapevo ben poco del sesso, di quello vero intendo. Guardando Brenda e mia madre fare l'amore mi ritrovai con il cazzo duro che spingeva verso la patta dei pantaloni.
Non era la prima volta che scorgevo mia madre nuda, anzi, era sua abitudine abbronzarsi al sole senza nessun indumento addosso, ma vederla mugolare di piacere in quel modo, sollecitata dai colpi di lingua di Brenda, mi diede l'impressione d'essere una donna molto diversa da come l'avevo vista con i miei occhi da adolescente.
La donna che mi stava di fronte, non era mamma, bensì Dorothy, la mia amica Dorothy: una donna dal corpo particolarmente seducente.
Tutt'a un tratto, in preda ad una ventata di piacere, mia madre prese a ruotare il capo da un lato all'atro della poltrona gonfiabile, fintanto che si accorse della mia presenza. Arrestò il movimento del capo e si mise a mugolare con maggiore intensità mantenendo lo sguardo fisso su di me in maniera oscenamente impudica.
Imbarazzato dall'espressione del suo volto abbandonai la mia postazione e mi diedi alla fuga. Trovai rifugio nella stanza da letto di mia madre, al primo piano della villa, dirimpetto alla piscina. Da lì continuai ad osservare le effusioni che si scambiavano le due donne.
Nascosto alla loro vista dalla tenda posta davanti alla finestra presi in mano il cazzo e cominciai a masturbarmi. Sborrai quasi subito imbrattando le dita di sperma. Mia madre raggiunse più di un orgasmo stimolata nel clitoride dalle labbra di Brenda. Anch'io mi masturbai una seconda volta pulendomi il cazzo con la stoffa della tenda.
Quella sera stessa mia madre mi accompagnò al McDonald's, sulla Hollywood West, distante un paio di isolati dalla nostra villa. Succedeva raramente che mi conducesse lì, a lei non piaceva cenare in quel posto, ma quella sera aveva qualcosa da farsi perdonare e ci abbuffammo di Big Mac, patatine e Coca-Cola.
- Stamani sei tornato a casa prima del solito stamani, come mai? - chiese mentre ci dirigevamo verso casa.
- C'è stato un incendio a scuola.
- Accidenti!
- La scuola è stata invasa dal fumo di un incendio scoppiato nei laboratori. Sono accorsi i vigili del fuoco e abbandonato le aule.
- E me lo dici solo ora?
- Ero tornato a casa per dirtelo, ma tu eri troppo occupata con Brenda.
- Ehm... sì... in effetti, ero occupata. - disse lasciandosi sfuggite un sorriso.
- L'evacuazione della scuola è avvenuta in maniera ordinata, non si è fatto male nessuno. In passato avevamo fatto più di una esercitazione antincendio. Abbiamo messo in pratica quanto ci hanno insegnato.
- Ah! bene, sono contenta.
- Sì, lo so.
Quella sera, contrariamente al solito, mi ritirai nella mia camera di buon ora senza trattenermi da guardare la tivù insieme a mia madre come ero solito fare tutte le sere. Stavo levandomi i jeans di dosso quando Doroty venne a farmi visita.
- Beh, vai a letto così presto? - disse quando si affacciò alla porta.
- Gli occhi mi si chiudono, ho sonno...
- Non me la conti giusta... posso sapere che c' hai?
- Niente.
- E' da stamani che fai lo scontroso. Ti ha dato fastidio vedermi con Brenda?
- No, che dici... - dissi abbassando il capo per la vergogna.
- E' quello eh?
- Ma...
Mi attirò a sé cingendomi il costato con le braccia. Per la prima volta sentii addosso tutto il calore del suo corpo. Prima di allora non avevo fatto caso allo spessore dei capezzoli che aderivano sulla mia pelle quando mi abbracciava.
- Ehi, Cucciolo non sarai mica geloso, eh? - disse sfiorandomi con le labbra il collo e le guance senza mai smettere di carezzarmi la schiena con il palmo delle mani.
- No, è che...
- Non dire niente, non occorre. - disse con la sua calda voce.
Avevo il cazzo duro che puntava dritto contro di lei. Mia madre se ne accorse, lasciò cadere una mano addosso alle mie mutande saggiando con le dita la consistenza del rotolo di carne. Lasciai che mi toccasse eccitato dal contatto della sua mano allo stesso modo in cui mi ero eccitato quando mi ero masturbato mentre scopava con Brenda.
Trattenendomi stretto a sé fece scivolare la mano sotto l'elastico delle mutande, afferrò il cazzo nella mano come se quel gesto fosse il più naturale di questo mondo, poi cominciò a masturbarmi. Iniziò a toccarmi movendo la mano sulla cappella scappucciata molto lentamente, con estrema delicatezza eccitandomi non poco.
Prigioniero del suo abbraccio non opposi alcuna resistenza godendo del piacere che sapeva donarmi la sua mano. Stordito dall'impudenza del suo gesto rimasi stupito dal modo in cui prese ad ansare mentre accompagnava il gesto della mano sul mio cazzo. Lasciai che mi calasse del tutto le mie mutande facendole precipitare sul pavimento. S'inginocchiò ai miei piedi, piegò le labbra sui denti e mi fece un pompino.
Le sere successive m'impose il medesimo trattamento e lo stesso accadde per molti anni ancora, omaggiandomi ogni volta della sua bocca. Veniva a trovarmi prima di andare a letto augurandomi la buona notte in quel modo. Ormai venivo più velocemente fra le sue labbra che sparandomi una sega.
La fica di mamma si dimostrò tutt'altro che inespugnabile, infatti, col passare del tempo incominciammo a trascorrere molte notti nel medesimo letto. Succhiarmi il cazzo non le bastò, pretese sempre di più, molto di più da me, ed io glielo diedi leccandola e scopandola nel buco da cui sono nato.
Tagliare il cordone ombelicale, diventare autonomo a tutti gli effetti come gli uomini della mia età non è stato facile, ma ci sono riuscito. Mi ha aiutato una ragazza che ho incontrato all'università e con cui convivo da un paio di anni. Dopo il successo editoriale di "Cuore di mamma", libro in cui racconto il mio rapporto con mia madre a lungo ai primi posti nelle classifiche di vendita con due milioni di copie esaurite in soli tre mesi dall'uscita nelle librerie, la gente ed i miei amici mi guardano con sospetto senza avere il coraggio di chiedermi se quanto è riportato nel libro è solo frutto di fantasia oppure corrisponde a verità. La medesima domanda me l'hanno fatta i giornalisti quando mi hanno intervistato, ma a nessuno ho voluto dare risposta.
Dorothy, alias mia madre, continua a fare delle comparsate nel cinema. Alla sua età, quarantacinque anni, mantiene ancora un bell'aspetto e continua ad avere più di uno spasimante pronto a fare pazzie per lei. Negli ultimi tempi sta insieme a un commerciante di autovetture. Dopo la pubblicazione del libro "Cuore di mamma" ci vediamo raramente. Ancora non mi ha perdonato di averlo scritto, ma non sa che sto scrivendo un secondo libro sullo stesso argomento. Ho ancora molte cose da rivelare alla gente sulle notti trascorse con lei.

Commenti

Ritratto di Mario Luvasco
Ritratto di Mario Luvasco
Inserito da Mario Luvasco (non verificato) il Lun, 02/25/2008 - 17:54.

Allora il racconto è abbastanza realista, anche se come sempre manca di precisione nei dettagli, o meglio e troppo breve il tratto che porta alla concretizzazione del rapporto.