Set
26

L'amica di mia madre

L'amica di mia madre - Racconti Etero, bologna, bolognese, culona, milf, pompino, porca, tettona

Mi chiamo Marco, ho 25 anni e sin da ragazzino provo attrazione per un'amica di mia madre.
Lei quarantacinquenne, bolognese d.o.c., è una donna molto attraente, con un corpo non perfetto ma che ispira sesso sfrenato: culo grande, tettona e sguardo da maialona.
Questa signora la conosco ormai da 13 anni, abbiamo passato molto tempo insieme e da ragazzo ogni volta che restavo in sua compagnia correvo in bagno per masturbarmi pensando a lei.
Ormai non ricordo più quante volte nel bagno di casa sua mi sono masturbato annusando i suoi perizomi presi dal cesto della roba sporca. Diciamo che ho una vera e propria passione per questa donna.
Elena è una signora riservata, ma nello scherzo si lascia andare e spesso, involontariamente, le scappano certe porcate che mi fanno morire!
Nel fine settimana mi capita di andare a casa di Elena per guardare le partite insieme a suo figlio, avendo entrambi la passione per l'Inter. Non nascondo che spero sempre di incontrarla e della partita, a volte, non me ne frega niente.
Una domenica, dopo una noiosissima partita, decisi di tornare a casa. Ero super eccitato perché
Elena, nonostante fosse inverno, girava per casa con un vestito attillato, che lasciava intravedere tutte le sue forme. Non ricordo bene cosa successe, ma mentre ero già sull'uscio, lei mi chiamò e mi chiese di aspettarla.
Stava andando al parco a portare il cane a fare i bisogni. Scendendo le scale, mi chiese se stessi tornando a casa. Io le risposi che non avevo nulla da fare, quindi avrei fatto un giro per perder tempo, nella speranza che mi chiedesse di stare con lei. E così fu.
Arrivati al primo piano del palazzo aprì la porta di un appartamento di sua proprietà destinato ai figli. Mi chiese di entrare perché doveva recuperare il guinzaglio del cane.
Sentivo che c'era qualcosa di strano in quella cosa, anche perché arrossì. Entrando mi accomodai sul divano, lei inizialmente fece finta (secondo me) di cercare il guinzaglio, poi venne a sedersi vicino a me.
Scherzammo per qualche minuto, poi si sdraiò e appoggiò la testa sulle mie gambe. Stavo impazzendo, la sua testa era a pochi centimetri dal mio pene. Oddiooo!
Ad un tratto mi guardò e mi chiese se la trovassi attraente. Fu molto imbarazzante. Lei non esitò ad alzarsi e ad invitarmi a toccarle il culo e le tette; voleva un parere sul suo fisico. D'un tratto Elena si trasformò in una super maiala, si girò e appoggiò il suo culo al mio cazzo. Voleva farmi eccitare, ma si stupì quando sentì che il mio uccello era già duro come l'acciaio!
"Mmm", disse.
In pochissimo tempo ci spogliammo e sul divano mi lanciai a leccarle i capezzoloni duri ed eccitati. Lei mi accarezzava le palle facendomi venire i brividi lungo la schiena e disse: "Ora voglio il tuo cazzo!"
Aprì la bocca e fece entrare quasi tutta l'asta, e con la lingua toccava le palle: fu la sensazione più bella del mondo. Elena mi stava facendo un super pompino; fin'ora nessun'altra donna mi aveva succhiato il cazzo così bene.
Riusciva a farmi esplodere di piacere, ma sapeva fermarsi al momento giusto per non farmi venire. Il mio pene era irriconoscibile, non l'avevo mai visto così, sembrava gigante; quella vigliacca era riuscita a farmi eccitare a tal punto da farmi allargare il cazzo.
Si alzò e con naturalezza mi confidò di essere una super porca e che adorava fare qualsiasi cosa e che avrebbe voluto sentire ogni odore del mio corpo, anche le scoregge. Io rimasi scioccato dall'ultima cosa, non pensavo potesse arrivare a tanto. Poi mi prese per il collo e avvicinò la mia testa alle sue chiappone stupende
non aspettavo altro e cominciai a leccarle il buco del culo.
Non so per quanti anni ho desiderato di farlo, era come lo immaginavo: piccolo, stretto ma morbido, bastava forzarlo con la lingua per aprirlo. Quell'odore di fica e culo mi stava facendo impazzire, avevo il cazzo gonfio e voglioso di scopare Elena in tutti i modi.
Passarono 2 ore, la scopai avanti, dietro, di lato sopra sotto. La sentivo godere e ogni volta che veniva mi infilava tutta la sua lingua in bocca, mi sorrideva e mi chiedeva di trapanarla con più forza. Poi mi fece sdraiare e mentre mi segava, mi leccava le palle e il buco del culo. Voleva annusarmi, si eccitava sentendo il mio odore. La sua figa depilata e bagnata emanava un profumo sublime, avevo sempre più voglia di ficcarle tutto il cazzo; ad un certo punto si inginocchiò davanti a me e mi chiese di inondarla di sborra, voleva affogare nel mio seme bollente. Mi avvicinai con la cappella alla sua bocca e cominciai a scoparla,
era così arrapata e vogliosa che con le mani mi spingeva sul culo perché voleva più forza. Arrivai in estremo… sentii uscire un forte getto e nonostante fosse estremamente abbondande lei continuava a succhiarmi il cazzo; era insaziabile e io con l'addome in tensione, sborravo a fiumi, non riuscivo a fermarmi, sentivo uscire tutto quel liquido, ma non mi rendevo conto.
Lei con la bocca piena si puntò la cappella in faccia e le sparai un ultimo getto di fluida crema; non esitò ad ingoiare tutto e a ripulirsi il viso.
Stanco della splendida scopata mi sdraiai sul divano e lei sopra di me. Fu una scena anche molto dolce, mi accarezzava e mi baciava, era felice e io più di lei perché un momento così lo sognavo da anni.
Uscendo dall'appartamento mi abbracciò e mi disse: "Quando vuoi sono qua, in qualsiasi ora e momento".
Ci salutammo e tornai a casa.